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Incontro con il Prof. Leonardo Pinelli
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- Categoria: News nutrizione
- Pubblicato 14 Maggio 2012
- Scritto da Davide'80
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Pubblicato da DariaVegan.wordpress.com il 14 maggio 2012.
Il Prof. Leonardo Pinelli, pediatra, esperto di alimentazione, parlerà sul tema: Il ruolo dell’alimentazione nella salute del bambino, dell’adulto e dell’ambiente.
L’evento si svolgerà venerdì 18/05/2012 alle ore 20:45, presso il Centro Culturale di Bioanch’io in via Amendola 19 nel quartiere di San Pio a Mantova.
Leonardo Pinelli:
“L’alimentazione, in tutte le fasi della vita dell’uomo, è uno strumento indispensabile per creare e mantenere uno stato ottimale di salute ed è utile per correggere eventuali patologie, da sola o a sostegno di farmaci se necessario. Come insegnava Ippocrate 2500 anni fa : ” fai che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo”. E’ basilare e urgente intraprendere un nuovo rapporto con il cibo, che non deve essere più considerato solo su un piano individuale o usato come “spugna” per allontanare problemi o frustrazioni, ma su un piano sociale. Questo perché le scelte alimentari dell’individuo si ripercuotono gravemente sulla salute (fino dalla tenera età), su quella dei familiari e della società in genere, ma soprattutto sull’ambiente (effetto serra, mutamenti climatici, desertificazione, piogge acide, etc ) e, non da ultimo, sul benessere degli animali”.
L’alimentazione è uno dei temi centrali della nostra attività culturale. Abbiamo intenzione che su questo tema venga mantenuta una informazione continua nel tempo. l’evento di venerdì rappresenta quindi uno dei primi incontri formativi per i soci nel quale sarà dato ampio spazio alla discussione. Potrebbe essere un’occasione, per coloro che avevano espresso l’interesse a partecipare al gruppo culturale che si interessa di alimentazione e salute, di incontrarsi, scambiarsi le idee e iniziare assieme un percorso culturale allo scopo di modificare al meglio il proprio modo di cibarsi, coordinati da degli esperti del settore.
Consumo di carne ed evoluzione
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- Pubblicato 12 Maggio 2012
- Scritto da Davide'80
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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 10 maggio 2012. ScienzaVegetariana.it
Il consumo di carne non è certo quello che ha determinato l'evoluzione umana.
Riportiamo la lettera scritta pochi giorni fa dal prof. Siani alla redazione de L'Unità come risposta a un articolo scientificamente ben poco fondato, pubblicato il 3 maggio sullo stesso giornale a firma Fabio Perelli.
Egregio Dott. Perelli,
Leggiamo su L'Unità, più precisamente sullo spazio riservato alla Scienza nell'edizione per il web, un breve articolo dal titolo "Il successo evolutivo dei carnivori", recensione del lavoro "Impact of Carnivory on Human Development and Evolution Revealed by a New Unifying Model of Weaningin Mammals", pubblicato il 18 aprile 2012 sulla rivista scientifica Plos one, a firma di Elia Psouni, Axel Janke e Martin Garwicz.
Vi si afferma che, secondo lo studio suddetto, "Il successo evolutivo e il forte sviluppo demografico della nostra specie sono legati all'acquisizione della dieta carnivora. I vegetariani storceranno il naso, ma se vi trovate a leggere queste righe e a riflettere su quanto c'è scritto è probabilmente merito anche dei benefici dell'assunzione di proteine animali".
Conclusioni di imprudente assertività, dal momento che gli stessi autori nel loro paper affermano testualmente che "However, the specific impact of carnivory on human evolution, life history and development remains controversial". [Tuttavia, l'impatto specifico del carnivorismo sull'evoluzione umana, sulla storia della vita e sullo sviluppo rimane controverso].
Sappiamo bene che i nostri predecessori si nutrivano anche di cibi animali rappresentati, nel caso di Homo habilis, da insetti e invertebrati casualmente presenti su rami, fiori, frutta e semi che costituivano la quasi totalità della sua dieta; successivamente i rappresentanti del genere Homo cominciarono ad approfittare delle carcasse abbandonate sul terreno dai predatori: in tali contesti, comunque, i consumi carnei erano rari, casuali, occasionali e discontinui e non potevano in nessun caso costituire una fonte di nutrienti capace di incidere in modo tale da indirizzare la nostra evoluzione. Con lo sviluppo dell'attività di caccia, la disponibilità di risorse alimentari di natura animale andò, ovviamente, crescendo; tuttavia i cibi vegetali rimasero la base fondamentale della dieta degli appartenenti al genere Homo.
Le azalee dell'AIRC finanziano la vivisezione
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- Pubblicato 12 Maggio 2012
- Scritto da Davide'80
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Pubblicato da AgireOra.org l'8 maggio 2012.
Comprare le azalee dell'AIRC per la festa della mamma significa finanziare anche la vivisezione.
[Comunicato stampa] Comprare le azalee dell'AIRC significa finanziare la vivisezione.
Meglio donare alle associazioni che fanno solo vera ricerca scientifica e non fanno sperimentazione animale!
8 maggio 2012
Domenica prossima 13 maggio, come ogni anno, l'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, raccoglie fondi per i propri progetti con la vendita delle azalee. Parte di questi fondi, però, vengono usati per finanziare la vivisezione, vale a dire esperimenti su animali nei quali viene indotta una malattia artificiale, quindi molto diversa da quella che si genera spontaneamente, ed in più in una specie diversa da quella umana.
"Ma al giorno d'oggi non è piu' ammissibile sprecare tempo, risorse, soldi, in una pratica obsoleta e antiscientifica. Per aiutare davvero i malati, occorre far cessare questo spreco, e l'unico modo che abbiamo per far cambiare comportamento alle associazioni che finanziano la vivisezione è evitare di sostenerle, fino a quando non cambiano", dichiarano i promotori dell'iniziativa NoVivisezione.org.
Il numero di animali usati nella ricerca di base, quella appunto portata avanti dalle associazioni per la ricerca medica e dalle università, è in grande aumento: ormai quasi la metà del numero totale di animali usati nella sperimentazione in Italia viene usato proprio in questo settore. Gia' dal 2000 al 2003 c'e' stato un aumento di ben il 40% in questo settore, nel triennio successivo c'è stato un nuovo aumento non da poco, del 22%, nell'ultimo triennio non vi è stata alcuna flessione, ma un ulteriore aumento del 4%.
"Questa sperimentazione su animali non è affatto obbligatoria per legge, è una scelta dei singoli ricercatori" precisano i promotori dell'iniziativa, "ed inoltre è pagata coi soldi dei cittadini - tasse o donazioni alle associazioni. E' quindi doveroso informare le persone sulla destinazione dei loro soldi, vista questa mancanza di evoluzione nell'uso di metodi scientifici all'avanguardia senza animali. Questa stagnazione culturale e scientifica è veramente imperdonabile, e le persone devono sapere a chi stanno regalando il proprio denaro."
Per questo, l'associazione AgireOra Edizioni parte in questo mese di maggio con affissioni in tutta Italia di un manifesto informativo su questo tema, in parte anche come risposta alla campagna pubblicitaria mondiale annunciata dalla lobby della vivisezione.
Contaminazione fecale nel pollame al dettaglio
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- Pubblicato 07 Maggio 2012
- Scritto da Davide'80
- Visite: 60
Physicians Committee for Responsible Medicine. Fecal Contamination in Retail Chicken Products. April 2012. Reports. PCRM.org - Traduzione di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana. 5 maggio 2012. ScienzaVegetariana.it
Una recente ricerca sul pollame in commercio negli USA mostra che circa la metà è contaminato da feci.
Da un rapporto del PCRM - Physicians Committee for Responsible Medicine - dell'aprile 2012.
La contaminazione fecale è sorprendentemente comune negli alimenti a base di carne di pollo venduti nei negozi di alimenti negli USA. In questo studio, alcuni ricercatori, in collaborazione con il PCRM, hanno testato questi prodotti, in vendita in 15 catene di negozi alimentari di 10 città USA, ricercando la presenza di feci. Un laboratorio di analisi certificato e indipendente di Chicago, Illinois, ha testato la presenza di E. coli come segno di contaminazione fecale. Sono risultati positivi per contaminazione fecale prodotti provenienti da ogni città e da ciascuna catena di negozi. Nel complesso, il 48% dei campioni è risultato positivo al test.
Contaminazione fecale di prodotti da pollame in 10 città USA
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Città
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Negozio di alimentari
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% di prodotti contaminati
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Charleston, S.C
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Harris Teeter
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33%
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Publix
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33%
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Chicago, Ill.
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Dominick’s
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33%
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Jewel-Osco
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67%
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Dallas, Texas
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Albertsons
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33%
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Kroger
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100%
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Denver, Colo.
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Albertsons
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50%
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Safeway
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67%
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Houston, Texas
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H-E-B
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17%
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Randalls
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17%
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Miami, Fla.
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Publix
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50%
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Winn-Dixie
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83%
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Milwaukee, Wis.
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Pic ‘n Save
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17%
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Piggly Wiggly
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50%
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Phoenix, Ariz.
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Fry’s
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50%
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Safeway*
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0%
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San Diego, Calif.
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Albertsons
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17%
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Ralphs
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83%
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Washington, D.C.
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Giant
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83%
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Safeway
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67%
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* Indica un negozio in cui è stato attuato un secondo test, che ha dimostrato che il 60% dei campioni era positivo alla contaminazione fecale.
Contesto
Nelle condizioni tipiche dell'allevamento e del trasporto dei polli, gli animali defecano gli uni sugli altri, e normalmente rimangono in mezzo alle feci, proprie e altrui. Inoltre le feci sono presenti nell'intestino al momento della loro macellazione. Il risultato è che le feci sono presenti comunemente negli allevamenti di pollame, nei veicoli di trasporto e negli impianti di macellazione.
Un tipico impianto di lavorazione di grandi dimensioni può macellare più di un milione di animali alla settimana.1 I polli vengono storditi, uccisi, dissanguati e fatti passare in vasche di scottamento, che rendono più facile l'eliminazione delle piume, ma che si trasformano anche in serbatoi che trasferiscono le feci da una carcassa all'altra. Dopo lo scottamento, le piume e gli intestini vengono rimossi meccanicamente. Il contenuto degli intestini può finire nei macchinari e contaminare i muscoli e gli organi dei polli stessi, e di quelli che vengono lavorati in seguito.
USA: nuovo caso di BSE
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- Pubblicato 04 Maggio 2012
- Scritto da Davide'80
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Physicians Committee for Responsible Medicine. There Is No “Mad Kale” Disease. April 25, 2012. Dr. Barnard's Blog. PCRM.org - Traduzione di InformazioneAlimentare.it
La carne è sicura? Questa è la domanda che gli americani si stanno facendo dopo che un nuovo caso di morbo della mucca pazza è stato confermato negli Stati Uniti questa settimana. La risposta è chiaramente no, la carne non è sicura. Ma la minaccia del morbo della mucca pazza non è l'unica ragione. Neanche per idea.
Il morbo della mucca pazza (encefalopatia spongifome bovina o BSE) è una malattia letale del sistema nervoso centrale. L'ultimo caso è stato individuato in una vacca da latte in un test casuale sugli animali d'allevamento deceduti condotto dal U.S. Department of Agriculture in California. Da viva la vacca non presentava segni di BSE. Le vacche affette spesso mostrano maggior apprensione, scarsa coordinazione, difficoltà a camminare e perdita di peso.
In questo caso, è proprio un miracolo che la malattia sia stata rilevata. L'agenzia conduce i test per la BSE solo sullo 0,1% delle vacche, ovvero circa 40 000 dei 34 milioni di capi macellati ogni anno.
C'è una forte evidenza scientifica che l'agente responsabile della BSE sia lo stesso agente reponsabile del morbo di Creutzfeldt-Jacob variabile, la forma umana del morbo della mucca pazza. Ma ci sono molte altre ragioni altrettanto convincenti per stare alla larga dalla carne. Le diete a base di carne apportano abbastanza grassi saturi e colesterolo per condurre ad un attacco di cuore. Esse sono anche correlate a cancro, diabete e obesità.
Cambiare verso pollo o pesce riduce di pochissimo il rischio. Ma le diete a base vegetale—ricche di verdura, frutta, cereali e legumi—possono aiutare nella prevenzione e regressione di tutte queste malattie. Proprio così. Non esiste morbo del "cavolo pazzo".
Matteo Ruscigno, medico e atleta vegan
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- Pubblicato 04 Maggio 2012
- Scritto da Davide'80
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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 3 maggio 2012. ScienzaVegetariana.it
Alcune osservazioni del dott. Ruscigno in merito all'assorbimento del ferro.
Medico americano, vegano da quindici anni, è presidente del Gruppo Nutrizione Vegetariana dell'associazione amricana di nutrizionisti "American Dietetic Association". Ha completato prove di triathlon, Ironman, 24 ore in mountain bike ed ultramaratone. Ha pubblicato "Day in the Life of Vegan Athlets."
Ruscigno afferma che il ferro non è un problema in una dieta vegetariana e soprattutto vegana. Alcune ricerche dimostrano inoltre che i vegan hanno livelli più elevati di ferro rispetto ai vegetariani. Infatti, passando da una dieta vegetariana a una vegana, si sostituiscono i derivati del latte (che non contengono ferro) con alimenti vegetali che contengono ferro, e così aumenta il ferro nella dieta.
Ruscigno sostiene che se si mangia in modo variegato, una sana dieta che includa cereali, legumi, noci e semi, frutta e verdura, non è necessaria un'assunzione di ferro particolare ed extradieta.
In generale, mentre i vegetariani e vegani hanno più bassi depositi di ferro rispetto agli onnivori, non hanno più alti tenori di anemia. In realtà, i bassi depositi di ferro sono vantaggiosi: la funzione dell'insulina è migliore e si ha una minore incidenza di malattie cardiache, oltre ad abbassarsi il rischio di contrarre alcune forme di cancro. La chiave del problema non è la quantità di ferro che si assume, ma piuttosto come viene assorbito.
Ruscigno indica cinque modi per assorbire meglio il ferro in caso di necessità:
1) Meno si mangia, meglio il ferro viene assorbito.
2) Mangiare cibi contenenti ferro non-eme (cioè il ferro contenuto nei vegetali), uniti ad alimenti che contengono vit. C, può aumentare fino a cinque volte l'assorbimento.
3) Evitare caffè e tè quando s'introduce un'alta quantità di ferro nei pasti.
4) L'uso di padelle in ghisa, nella preparazione dei cibi cotti, aumenta l'assorbimento di ferro.
5) Evitare gli spinaci come fonte di ferro, poiché contengono ossalati che inibiscono l'assorbimento del ferro, se consumati in blocco.
Per i casi particolari in cui si utilizzi una integrazione di ferro, Ruscigno consiglia di spezzare il consumo, una dose al mattino ed una alla sera, ai pasti o con succo di frutta.
Articolo di Stefano Severoni
L'alimentazione vegetariana migliora l'umore
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- Pubblicato 28 Aprile 2012
- Scritto da Davide'80
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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 28 aprile 2012. ScienzaVegetariana.it
E' il risultato di uno studio da poco pubblicato.
E' stato pubblicato nel febbraio 2012 uno studio, nella rivista scientifica "Nutrition Journal", intitolato "La diminuzione dei consumi di carne, pesce e pollame negli onnivori migliora l'umore: uno studio pilota".
In questo studio, condotto dal Nutrition Department della Benedictine University dell'Illinois, gli autori si propongono di esaminare eventuali variazioni nel tono dell'umore con l'adozione di una dieta vegetariana da parte degli onnivori.
Un totale di 39 onnivori è stato diviso in tre gruppi, i quali hanno seguito per due settimane:
1) l'abituale dieta onnivora;
2) una dieta senza carne ma con pesce;
3) una dieta vegetariana, che escludeva quindi tutti i cibi carnei, compreso il pesce.
Alla fine dello studio, non sono state riscontrate differenze tra i gruppi 1 e 2, mentre il gruppo con alimentazione vegetariana mostrava, rispetto agli altri due e rispetto alla valutazione iniziale, un miglioramento del tono dell'umore.
Le conclusioni degli autori sono quindi che una restrizione nell'assunzione di ogni tipo di carne e pesce migliora l'umore nei moderni onnivori.
Un'ulteriore conferma che evitare l'assunzione di carne non solo arreca benefici all'ambiente e ovviamente agli animali, ma anche alla salute, sotto ogni punto di vista, compreso quello psicologico.
Fonte:
Bonnie L Beezhold, Carol S Johnston, Restriction of meat, fish, and poultry in omnivores improves mood: A pilot randomized controlled trial, Nutrition Journal 2012 11:9; Published online 2012 February 14. doi: 10.1186/1475-2891-11-9. 


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