Autore: Davide'80

Per perdere peso, ridurre carne e formaggio 0

Per perdere peso, ridurre carne e formaggio

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Physicians Committee for Responsible Medicine. To Lose Weight, Cut Down on Meat and Cheese. August 31, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   La perdita di peso a lungo termine è...

Preservare una buona vista con la dieta 0

Preservare una buona vista con la dieta

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Michael Greger, MD. Preserving Vision Through Diet. July 19, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Preserving visionPiù di un milione di americani è cieco. La buona notizia è che tutte e quattro le cause più comuni di perdita della vista possono essere evitate con una salutare dieta a base vegetale—degenerazione maculare dovuta all’età, diabete, glaucoma, e cataratta.

Guardate il mio video di 2 minuti Prevenire la degenerazione maculare con la dieta per una panoramica sulla relazione tra perdita della vista e l’Harvard’s Alternative Healthy Eating Index (il video Calcola il tuo punteggio nel mangiar sano offre un’alternativa all’alternativa). Il diabete non è solo una delle principali cause di cecità, ma anche di amputazioni ed insufficienza renale. Fortunatamente il diabete si può prevenire e persino far regredire.

Il glaucoma è un progressivo deterioramento del nostro nervo ottico, quel nervo che collega i nostri occhi con il cervello, ed è secondo solo alla cataratta come principale causa di cecità a livello mondiale. Vi sorprenderà, ma non sappiamo ancora che cosa lo provochi, per cui si è ricercato disperatamente su come possano influire ambiente e dieta.

Come mostrato nel mio video di 2 minuti Prevenire il glaucoma e vedere 27 miglia più lontano, si è scoperto che il componente della dieta che si dimostra più protettivo—diminuendo l’incidenza del glaucoma del 69%!—è il consumo di almeno una porzione al mese di cavolo verde o cavolo verde riccio. Pensate: una sola porzione, o più, al mese. Il secondo e terzo posto come cibi più protettivi vanno rispettivamente alla carota e alla pesca, entrambe con almeno una porzione alla settimana.

Si pensa sia grazie a luteina e zeaxantina, due pigmenti vegetali di colore giallo presenti nella verdura e frutta che sembra sappiano dove andare. Una volta introdotti nel nostro corpo, vanno a concentrarsi nella retina e sembrano proteggere dalle malattie degenerative oculari. Ma questo non è un fenomeno specifico solo di questi pigmenti. Il licopene è il pigmento rosso che si trova nei pomodori, e si è dimostrato protettivo contro il cancro della prostata. Indovinate dove va a finire quando un uomo mangia un pomodoro? Dritto alla prostata. Il beta carotene nella verdura potrebbe prevenire il cancro all’ovario e accade proprio che si concentri nelle ovaie.

Questi fitonutrienti non solo proteggono la nostra vista, ma potrebbero persino migliorarla. Il loro picco di assorbimento della luce risulta coincidere con la lunghezza d’onda del colore del cielo del nostro pianeta. Secondo un recente studio, filtrando quella foschia azzurrina, “gli individui con alte concentrazioni di pigmenti maculari [la luteina e la zeaxantina, quei fitonutrienti dalla verdura, NdT]” stando in cima ad una montagna in una giornata tersa “potrebbe distinguere creste di montagne lontane fino a 27 miglia più in là rispetto a quelli con concetrazioni minori o nulle di pigmenti”.

Ma non è forse vero che anche le uova contengono quantità significative di questi fondamentali nutrienti salva-vista? Questo è quello che l’industria delle uova vuol far credere—guardate il mio video di 2 minuti Punto cieco per l’industria delle uova. Inoltre, invito le persone a stare alla larga da compresse di luteina (ed integratori di beta-carotene).

Combattere l’infiammazione con la sinergia dei nutrienti 0

Combattere l’infiammazione con la sinergia dei nutrienti

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Michael Greger, MD. Fighting Inflammation With Food Synergy. June 28, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Mela e aranciaUna delle ragioni per cui alcuni studi non hanno mostrato risultati così eclatanti nell’associare la riduzione dell’incidenza di malattie alla quantità di frutta e verdura consumata (si veda lo Studio EPIC) potrebbe essere la qualità della frutta e della verdura. Le persone è più probabile mangino banane e non mirtilli; cetrioli e non cavolo verde riccio. I frutti di bosco sono i migliori tra i frutti (guarda I migliori frutti di bosco) e quelli a foglia verde scuro lo sono tra le verdure (guarda Le verdure più salutari).

E anche la varietà conta. Sappiamo ad esempio che gli spinaci sono meglio della lattuga (guarda #1 La miglior verdura contro il cancro per un confronto tra le verdure a foglia verde), e che un’insalata abbondante è meglio di una piccola, ma è da preferire della misticanza anche a degli splendidi spinaci? Ed é più salutare mangiare una mela ed un’arancia piuttosto che tre mele o tre arance? Nonostante ci siano composti vegetali comuni come la vitamina C distribuiti un pò in tutto il regno vegetale, ci sono anche fitonutrienti specifici prodotti da piante specifiche per svolgere funzioni specifiche—sia nei loro che nei nostri apparati. Ce li facciamo mancare se ci fissiamo a mangiare sempre la stessa frutta e verdura, anche se in più porzioni al giorno.

Ce ne sono a decine di migliaia di questi fitonutrienti (guarda il mio video di 2 minuti Fitocomposti: I nutrienti mancanti nelle etichette), ma non sono egualmente distrbuiti nel regno vegetale. Quei meravigliosi glucosinolati di cui ho trattato in Il miglior Detox, Broccoli contro le cellule staminali del cancro al seno, e Tumore del polmone in metastasi e Broccoli, per citare qualche esempio, si trovano quasi esclusivamente nella famiglia delle crucifere. Similmente, non potrai avere lemonoidi, come limonina, limonolo o tangeritina – nelle mele. Mettere a confronto mele e arance è come, beh, mettere a confronto mele e arance.

E allo stesso tempo, tutti i frutti sono soltanto, per l’appunto, frutti, mentre le verdure possono essere qualsiasi altra parte della pianta. Come ho esposto nel mio video di 2 minuti Mele e arance: la varietà nella dieta, le radici contengono nutrienti diversi rispetto ai germogli. Le carote sono radici, il sedano e il rabarbaro sono gambi, le foglie dei vegetali a foglia verde sono foglie ovviamente, i piselli sono bacelli, e il cavolfiore come dice il nome è un’insieme di gemme di fiori, ma tutti i frutti sono appunto solo frutti. L’evidenza a nostra disposizione suggerisce che potrebbe essere la cosa più importante assicurarsi una varietà di vegetali in modo da poter trarre beneficio da ogni singola parte della pianta.

Conferenza dott.ssa Luciana Baroni, 15 settembre a Bellaria Igea Marina (Rimini) 0

Conferenza dott.ssa Luciana Baroni, 15 settembre a Bellaria Igea Marina (Rimini)

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 15 settembre 2012. SSNV News. ScienzaVegetariana.it   Cari lettori, segnaliamo la conferenza della dottoressa Luciana Baroni, il 15 settembre, presso l’Hotel Luxor di Bellaria Igea Marina (Rimini),...

Soluzione alla scarsità d’acqua: diventare vegetariani 0

Soluzione alla scarsità d’acqua: diventare vegetariani

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Pubblicato da Nutrition Ecology International Center il 28 agosto 2012. NutritionEcology.org

Lo affermano gli esperti in risorse idriche per la Settimana Mondiale dell’Acqua 2012.

Si tiene in questi giorni, dal 26 al 31 agosto, a Stoccolma, la Settimana Mondiale dell’Acqua, promossa dal SIWI – Istituto Internazionale sull’Acqua (Stoccolma).

All’inizio della conferenza è stato presentato il report del SIWI di quest’anno, “Feeding a thirsty world: Challenges and opportunities for a water and food secure world” (Nutrire un mondo assetato: sfide e opportunità per ottenere la sicurezza alimentare e idrica). 2 500 persone tra politici, rappresentanti dei vari organi delle Nazioni Unite, associazioni non governative e ricercatori di 120 diversi paesi partecipano a questa conferenza per trattare il problema dell’approvigionamento idrico nel mondo.

Un messaggio importante contenuto nel report ed espresso dagli scienziati che l’hanno presentato, ripreso da giornali, agenzia di stampa e media di tutto il mondo, afferma che sarà necessario, nei prossimi 40 anni, passare a un’alimentazione vegetariana o quasi, per evitare una catastrofica scarsità d’acqua.

Hanno sottolineato che:

– Il 70% dell’acqua nel mondo è usata per l’agricoltura – ma gran parte dell’agricoltura è dedicata alla coltivazione di mangimi per animali, non all’alimentazione umana.

– Una dieta basata sui cibi animali consuma da 5 a 10 volte tanta acqua rispetto a una basata sui vegetali.

– Oggi, in media, il 20% delle proteine è assunto da prodotti animali ed è necessario diminuire drasticamente questo valore, almeno fino al 5%.

– Per poter nutrire tutti, in una situazione di scarsità d’acqua già oggi drammatica, bisogna spostarsi verso una dieta vegetariana.

Consumo di latte e acne 0

Consumo di latte e acne

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 27 agosto 2012. ScienzaVegetariana.it

Trovata una correlazione tra consumo di latte e acne negli adolescenti.

All’Università di Harvard sono stati condotti tre studi che hanno messo in relazione la comparsa dell’acne negli adolescenti di entrambi i sessi con il consumo di latticini, attribuendo il problema al contenuto di ormone sessuale steroideo che si trova di solito nel latte vaccino (il naturale ormone presente nel latte, senza utilizzo di ulteriori ormoni nell’allevamento degli animali), in particolar modo nel latte scremato.

Di seguito riportiamo un video in cui il dottor Michael Greger tratta la questione, con la trascrizione in italiano del suo intervento subito sotto.

(Fonte: Skim Milk and Acne)

Traduzione in italiano: Latte scremato ed acne

Lo Studio Nurses’, condotto ad Harvard e pubblicato sull’autorevole rivista dell’American Accademy of Dermatology, finanziato in parte nientemeno che dal National Dairy Council stesso (NdT: l’organismo nazionale dell’industria lattiero casearia), ha evidenziato un’associazione tra assunzione di latte nell’adolescenza e la comparsa di una grave acne giovanile (diagnosticata da un medico).

Tale associazione è ancora più pronunciata nel caso di latte scremato rispetto ad altri tipi di latte e la causa potrebbe essere dovuta alla maggiore concentrazione di estrogeni del latte scremato.

I ricercatori, infatti, hanno trovato quindici ormoni sessuali steroidei nel latte disponibile in commercio e i livelli più elevati sono proprio nel latte scremato, rispetto al latte intero e a quello al due per cento.

Questo studio è stato condotto intervistando un certo numero di donne su cosa mangiassero molti anni prima, quando frequentavano le scuole superiori, ma la maggior parte non riusciva a ricordarlo.

Pertanto, l’anno seguente i ricercatori dell’Università di Harvard hanno deciso di studiare in modo più diretto la correlazione tra consumo di latte e acne nelle ragazze adolescenti, seguendo per alcuni anni seimila adolescenti di età compresa tra i nove e i quindici anni ed arrivando sempre allo stesso risultato, ovvero l’esistenza di un forte legame tra assunzione di latte ed acne.

La carne aumenta il rischio di ictus 0

La carne aumenta il rischio di ictus

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Meat Increases Stroke Risk. August 7, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Le carni rosse o trasformate aumentano il rischio di ictus, secondo una nuova metanalisi...

Il rischio associato agli integratori di ferro 0

Il rischio associato agli integratori di ferro

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 23 agosto 2012. ScienzaVegetariana.it

E’ importante assumere ferro solo da fonti vegetali.

Il ferro è un’arma a doppio taglio. Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro, di malattie cardiache e di un certo numero di stati infiammatori. Dato che il corpo umano non ha un meccanismo in grado di eliminare l’eccesso di ferro, occorre preferire il ferro proveniente dai vegetali (ferro non-eme), sul quale il nostro organismo ha un certo controllo.

Di seguito riportiamo un video in cui il dottor Michael Greger spiega in dettaglio questo problema, con la trascrizione in italiano del suo intervento subito sotto.

(Fonte: Risk Associated With Iron Supplements)

Traduzione in italiano: Il rischio associato agli integratori di ferro

Il ferro è un’arma a doppio taglio. Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro colorettale, malattie cardiache, infezioni, malattie neurodegenerative e stati infiammatori. Anche altre patologie sono state associate ad un’elevata assunzione di ferro, tra le quali l’Alzheimer, la Malattia di Parkinson, l’artrite e il diabete.

Dal momento che il nostro organismo non è in grado di eliminare l’eccesso di ferro, abbiamo sviluppato un meccanismo rigido per regolarne l’assimilazione: se le nostre scorte di ferro sono scarse, il nostro intestino ne stimola l’assorbimento, mentre se le nostre riserve sono al loro massimo, il nostro intestino blocca l’assorbimento di ferro per mantenerci ad un livello ottimale.

Questo meccanismo però funziona soltanto con le fonti di ferro primarie della dieta dell’uomo, ovvero il ferro che si trova nei cibi di origine vegetale.

Il nostro apparato digerente invece non ha un meccanismo per regolare il ferro ingerito con il sangue, il ferro eme. Il ferro che si trova nel cibo di origine animale passa direttamente attraverso la barriera intestinale e anche se nel nostro organismo già ne abbiamo più che a sufficienza, non possiamo in alcun modo controllare l’assimilazione di questo tipo di ferro.