Categoria: Approfondimenti

La carne conservata è la nuova crisi di salute pubblica 0

La carne conservata è la nuova crisi di salute pubblica

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Processed Meat Is the Next Public Health Crisis. March 20, 2012. Dr. Barnard’s Blog. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it

[Negli Stati Uniti, NdT] è il Mese Nazionale della Consapevolezza sul Tumore del Colon-Retto, giusto in tempo. La consapevolezza è in offerta a breve scadenza. Un nuovo sondaggio ha mostrato che il 39% delle persone intervistate non sa dove si trovi il colon, per non parlare di ciò che può causare lo sviluppo del cancro. Infatti, il 70% non sa di essere soggetto a più alto rischio di tumore del colon-retto consumando carne conservata, come gli hot dog.

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Questi sono i fatti: il tumore del colon-retto è uno dei più diffusi tipi di cancro negli Stati Uniti, che colpisce 140 000 americani ogni anno, con un tasso di mortalità vicino al 50%. Nel 2007 l’organismo di ricerca su questa malattia, includendo 60 studi indipendenti, ha ritenuto di fornire prove convincenti—il livello di evidenza scientifica più alto possibile—che gli hot dog e le altre carni conservate causino il tumore del colon-retto

Il messaggio non è passato. Malgrado le organizzazioni anti cancro abbiano emesso comunicati stampa e inviato avvisi di servizio pubblici, la stampa popolare non accoglie queste storie e la questione è chiusa

Anni fa, le organizzazioni anti tabacco affrontarono lo stesso problema, realizzando che i messaggi sterili non hanno effetto, e decisero di emergere con messaggi che testavano i limiti di ciò che le persone volevano sentire o vedere. Più tardi i sostenitori della lotta all’HIV fecero lo stesso. Per guadagnare l’interesse dei media e il rispetto del pubblico, usarono sesso, violenza, shock e qualsiasi altra cosa potesse far breccia nel rumore.

Al PCRM sentivamo che l’umorismo fosse meglio dello shock, e volevamo appellarci agli adolescenti come alla gente più anziana, dal momento che le carni hanno ampio mercato tra bambini e famiglie, perché sono economiche e famigliari. Quindi il nostro manifesto proclamante “Gli hot dog fanno venire il cancro al culo“.

Formaggio e obesità 0

Formaggio e obesità

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Cheese and Obesity. January 24, 2012. Dr. Barnard’s Blog. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it

L’epidemia di obesità è cresciuta drammaticamente negli ultimi anni, soprattutto nei bambini, un terzo dei quali sono stati travolti da problemi di peso e sono a rischio di malattie cardiache, diabete e alcune forme di tumore, tra gli altri problemi.

Purtroppo la battaglia contro l’obesità sta diventando molto dura. Prima di tutto, alle persone che cercano di perdere peso è stato mentito. E’ stato detto loro che il problema è la mancanza di esercizio fisico quando, in realtà, gli studi mostrano chiaramente che l’aumento di peso negli Stati Uniti negli ultimi 30 anni è quasi interamente dovuto alla modifica delle abitudini alimentari, non alla mancanza di attività fisica.

E’ stato mentito loro riguardo al cibo, con soluzioni tampone, da sostenitori di diete low-carb che puntando il dito contro pane e frutta, quando in realtà i carboidrati apportano solo quattro calorie per grammo, a differenza dei grassi, che ne apportano nove. Ecco perché la gente nei paesi asiatici è rimasta magra e sana fino al momento in cui le catene di fast food occidentali le hanno direzionate verso il consumo di carne, formaggi e altri cibi spazzatura, i quali hanno rimpiazzato i tradizionali piatti a base di riso.

E’ stato mentito loro da alcuni ben intenzionati, ma non ancora ben informati sostenitori dalla fat acceptance che, mentre utilmente si mobilitano contro la discriminazione (delle persone in sovrappeso, NdT), hanno anche cercato di minimizzare i rischi dell’obesità attraverso frasi del tipo “obesi, ma sani”. Tu puoi anche essere un “fumatore, ma sano”, ma questo significa semplicemente che le complicazioni non si sono ancora manifestate.

Ma soprattutto è stato mentito loro dalle industrie della carne e dei latticini, che intendono convincerci che abbiamo bisogno di formaggio, carne e altri cibi dannosi per la salute. Il governo federale, tradizionalmente grato all’industria, si è unito alla falsità, non solo attraverso la sovvenzione dei cibi stessi che causano aumento di peso e l’introduzione di essi nei nostri programmi alimentari scolastici per l’infanzia, ma mediante l’emissione di linee guida rivelate troppo timide per tagliare fuori gli alimenti non salutari.

Come risultato di questa mancanza di franchezza, l’obesità si è stabilità nel lungo termine, e molte persone si sono semplicemente rassegnate ad essa, esse stesse e i loro figli. Le conseguenze saranno devastanti: gli esperti stimano che un terzo dei bambini nati nel 2000 svilupperanno il diabete—una malattia strettamente legata al sovrappeso.

L’epidemia di obesità non è causata da sedentarietà, pane, riso, golosità, scarsa volontà o un’infanzia difficile. E’ causata da uno tsunami di cibi non salutari di cui uno dei peggiori, forse sorprendentemente, è il formaggio. Tipicamente i formaggi sono composti da circa il 70% grassi, e ogni singolo grammo di grassi contiene nove calorie di cui non c’è alcun bisogno. La maggior parte di quei grassi sono saturi (“grassi cattivi”)—il tipo di grassi che aumenta i livelli di colesterolo e ci mette a rischio di diabete, morbo di Alzheimer e altre patologie. Una porzione di formaggio da 60 grammi contiene anche 350 milligrammi di sodio e, grammo per grammo, tanto colesterolo quanto una bistecca stronca cuore.

Nel 1909 l’americano medio consumava solo 2,6 Kg di formaggio all’anno. Oggi quel numero è salito a 15,4 Kg. Questo significa 13 Kg in più a persona quest’anno, l’anno prossimo e ancora l’anno dopo, grazie agli sforzi promozionali congiunti del governo e dell’industria. Di questi 13 Kg di formaggio extra di cui ci ingozziamo ogni anno, ne basterebbero anche solo uno o due per spiegare l’intero problema di sovrappeso in America. Chiaramente esistono degli altri responsabili dell’epidemia di obesità, anche, in particolare l’aumento del consumo di carne e zucchero.

Nutrizione vegan e studi di popolazione 0

Nutrizione vegan e studi di popolazione

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DI CARLO MARTINI
Scritto per ComeDonChisciotte.org ed InformazioneAlimentare.it

All’interno della ricerca bio-medica, una delle tipologie di indagine più rinomate è costituita dagli studi prospettici di coorte, ossia quelli che seguono per un certo periodo di tempo (idealmente alcuni decenni) determinati gruppi di popolazione che presentino caratteristiche omogenee ed un buono stato di salute all’inizio della ricerca, per poi correlarne specifiche abitudini di vita con il rischio (ossia l’incidenza effettiva o la mortalità) di svariate patologie attraverso l’analisi statistica dei dati.

Per quanto riguarda i vegetariani stretti (vegan) i primi studi di questo tipo con campioni veramente significativi sono attualmente in corso: uno in gran Bretagna, l’altro in Nord America. Riassumiamo di seguito i risultati ottenuti fin’ora.

GRAN BRETAGNA: EPIC-OXFORD

Partecipanti: 65.000 complessivi, 24.987 vegetariani, 2.162 vegan

Note: Facente parte della European Perspective Investigation Into Cancer (http://epic.iarc.fr/)

Sito ufficiale: http://www.epic-oxford.org/home/

A confronto con onnivori, pescetariani e latto-ovo-vegetariani, ed al netto di tutti gli aggiustamenti statistici del caso (età, genere sessuale, livello educativo, attività fisica, fumo, consumo di alcool etc) i vegan risultano il gruppo sociale con i più bassi livelli di:

– Sovrappeso ed obesità (Spencer, 2002)
– Costipazione (Sanjoaquin, 2004)
– Ipertensione (Appleby, 2002)
– Cataratta (Appleby, 2011)
– Diverticolite (Crowe, 2011)

Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Hypertension and blood pressure among meat eaters, fish eaters, vegetarians and vegans in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2002 Oct;5(5):645-54.
Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet, vegetarianism, and cataract risk. Am J Clin Nutr. 2011 May;93(5):1128-35. Epub 2011 Mar 23.
Crowe FL, Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet and risk of diverticular disease in Oxford cohort of European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC): prospective study of British vegetarians and non-vegetarians. BMJ. 2011 Jul 19;343:d4131. doi: 10.1136/bmj.d4131.
Sanjoaquin MA, Appleby PN, Spencer EA, Key TJ. Nutrition and lifestyle in relation to bowel movement frequency: a cross-sectional study of 20630 men and women in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2004 Feb;7(1):77-83.
Spencer EA, Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Diet and body mass index in 38000 EPIC-Oxford meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans. Int J Obes Relat Metab Disord. 2003 Jun;27(6):728-34.

Malattie cardiovascolari. Ad oggi non c’è stato ancora un numero sufficiente di decessi per poter separare il gruppo dei vegan da quello più generale dei vegetariani, che comunque presentano una ridotta mortalità per malattia ischemica (Key, 2009). E’ vero che, numericamente, i dati non hanno raggiunto la significatività statistica, ma essendo ampiamente compatibili con precedenti studi prospettici sui vegetariani (Key 1999, Chang-Claude 2005), i ricercatori del progetto non hanno esitato a definirli “potenzialmente di grande importanza per la salute pubblica”.

La soia nella nutrizione umana: l’evidenza scientifica ad oggi 0

La soia nella nutrizione umana: l’evidenza scientifica ad oggi

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DI CARLO MARTINI
www.informazionealimentare.it

La maggioranza delle campagne mediatiche contro la soia trae origine dalle teorie di un’organizzazione statunitense, la Weston A Price Foundation (WAPF), impegnata da anni in una campagna per la promozione dei cibi di origine animale e lo screditamento delle diete vegetariane/vegan (di cui, comunque, la soia non è un alimento essenziale, come del resto qualunque altro singolo cibo). Il gruppo ha influenzato anche giornali ad ampia diffusione come The Ecologist, con la direzione di Zac Goldsmith (membro onorario) e gli articoli di Stephen Byrnes (supporter della WAPF, morto d’infarto a 42 anni).

Il metodo utilizzato da quest’organizzazione e realtà analoghe si basa sui principi fondanti di qualsiasi gruppo interessato a promuovere tesi completamente al di fuori da qualsivoglia idea di realtà scientifica, compresi ovviamente quelli che operano in realtà accademico-istituzionali:

– Modelli animali. La sperimentazione animale, oltre ad essere di per sè messa in discussione dall’ampio movimento internazionale dell’anti-vivisezionismo scientifico, ed essere comunque il tipo di studio (insieme alla colture in vitro) di più basso livello nella ricerca biomedica-nutrizionale – è particolarmente inutile nel caso della soia, viste le differenze specifiche tra umani ed altre specie nel metabolismo degli isoflavoni.

– “Teorie” biochimiche. Supposizioni sugli effetti a breve e a lungo termine di determinati composti (come i fitati o gli isoflavoni) senza ricerche su umani in grado di supportarle.

– Ricerche su umani decontestualizzate. Risultati contrastanti sono un fenomeno fisiologico della ricerca scientifica, ed il motivo per cui delle certezze possono essere raggiunte solo considerando il complesso della ricerca su un determinato tema.

La WAPF e i suoi metodi sono comunque già stati analizzati per esteso altrove. Si vedano, ad esempio:

Justine Butler, Ignore the anti-soya scaremongers, The Guardian (Thursday 1 July 2010 11.08 BST)

Leo Babauta, Finally, the Truth About Soy, Zen Habits (30 May 2011)

Riguardo alla soia, considerare il complesso della ricerca (ed in particolare le rassegne e le meta-analisi di pubblicazioni scientifiche) è quello che ha fatto Jack Norris di VeganHealth.org in Soy: What’s the Harm?, forse la più completa ed aggiornata analisi sulla soia che si possa trovare oggigiorno. Quanto segue è prevalentemente un riassunto del lavoro di Norris, a cui rimandiamo per approfondimenti e per i link agli abstract delle pubblicazioni originali. Da notare che, nelle righe seguenti, lo scopo non è enfatizzare i potenziali benefici della soia (per esempio, non trattiamo la questione della funzionalità renale e dell’osteoporosi), bensì focalizzarsi sui punti di controversia che sono stati sollevati negli anni e vedere cosa emerge dalla ricerca bio-medica effettiva.

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In questa sezione trovate un elenco regolarmente aggiornato di collegamenti a documenti e siti, italiani e stranieri, fonte di informazioni affidabili. INDICAZIONI PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE VEGETARIANA E VEGANA (in lingua inglese)