Taggato: bovini

Carne di pollo e antibiotico-resistenza 0

Carne di pollo e antibiotico-resistenza

Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 4 ottobre 2013. ScienzaVegetariana.it   Sempre piu’ grave l’antibiotico-resistenza causata dagli allevamenti. [COMUNICATO STAMPA] Nuovi studi in europa e usa sull’antibiotico-resistenza causata dall’utilizzo di antibiotici negli...

Dagli allevamenti provengono ceppi di batteri antibiotico-resistenti 0

Dagli allevamenti provengono ceppi di batteri antibiotico-resistenti

Physicians Committee for Responsible Medicine. Human MRSA Strain from Cows. August 16, 2013. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Un ceppo di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) proviene dai bovini,...

Moria di pesci nella laguna di Venezia e allevamenti intensivi 0

Moria di pesci nella laguna di Venezia e allevamenti intensivi

La maggior causa del rilascio nelle acque di azoto e fosforo è, in ogni parte del mondo, l’allevamento di animali. [COMUNICATO STAMPA] Moria di pesci nella laguna di venezia: la maggior causa del rilascio...

L’esposizione agli allevamenti aumenta l’incidenza di danni ai nervi 0

L’esposizione agli allevamenti aumenta l’incidenza di danni ai nervi

Physicians Committee for Responsible Medicine. Exposure to Animal Agriculture Increases Prevalence of Nerve Damage. November 13, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Gli agricoltori a contatto con manzi e bovine...

Visita al macello 0

Visita al macello

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Pubblicato da AgireOra.org il 20 ottobre 2012.

Una testimonianza di chi ha visto coi propri occhi cosa accade nei macelli.

Forse per mancanza di coraggio, per codardia o per eccessiva debolezza, non ho mai guardato di mia spontanea volontà un filmato dove si vedano animali durante la macellazione. Non me la sono mai sentita. Sapevo, per immagini viste o per descrizioni di altri, cosa succede in quelle fabbriche di morte, ma non ho mai voluto guardare ciò che succede lì dentro con i miei occhi.

Ho sempre pensato che non avevo bisogno di guardarli, perché non dovevo essere sensibilizzata sull’argomento: ho deciso di diventare vegetariana e poi vegana tanti anni fa, senza aver mai visto nulla di questo, ma ben sapendo la verità.

E proprio io, che non ho mai avuto il coraggio di guardare, sono stata in un macello di suini e in uno di bovini. Ho visto e sentito tutto con i miei occhi e le mie orecchie, non seduta davanti ad uno schermo ma lì, in piedi davanti a decine di animali in fila pronti per essere condannati a finire nel piatto di qualcuno, in fila per essere uccisi da persone che lo fanno di lavoro, tutti i giorni.

Esseri viventi come noi, con le loro emozioni, i loro sentimenti. Lì in fila, impauriti e destinati ad essere mangiati da noi umani. Li ho visti e guardati negli occhi, ho visto e sentito la loro paura e il loro terrore, la loro incomprensione nel vedere il loro compagno stordito da una scossa elettrica o da un proiettile, in attesa che un coltello impugnato da un essere umano tagliasse loro la gola, ponendo fine alla loro schiavitù.

Sono studente di Medicina Veterinaria e per noi sono previste esercitazioni e tirocini pratici in tutti i campi della veterinaria, non solo quelli relativi alla cura dei nostri cosiddetti animali d’affezione: tra questi c’è l’analisi e l’ispezione di alimenti di origine animale. Per questo ci hanno portato al macello: per assistere alle fasi di macellazione, dallo stordimento fino al completo disassemblamento dell’animale e per insegnarci a fare una visita ispettiva su certi organi e parti degli animali macellati, in modo da escludere la presenza di eventuali patologie o trattamenti illeciti con farmaci che possono danneggiare la salute del consumatore.

Inizialmente avevo deciso di non andarci, non avevo molta scelta ma preferivo “faticare” a passare questo esame piuttosto che assistere all’uccisione di animali innocenti. Poi mi sono fatta coraggio e ho deciso di andare e di vedere in prima persona cosa succede, per sapere e per poter diffondere quello che ho visto e sentito.

In questo macello vengono uccisi circa 120 animali all’ora… 700 al giorno e quasi 120.000 all’anno.

Gli animali arrivano al macello trasportati su camion che penso prima o poi a tutti sia capitato di vedere in autostrada. Qui vengono fatti scendere e rimangono in attesa nelle “stalle di sosta”, dove possono rimanere al massimo 24 ore. In queste stalle gli animali possono solo abbeverarsi, non mangiare, perché altrimenti il contenuto stomacale potrebbe creare poi problemi igienici in fase di macellazione.

Queste prigioni sono vicinissime al luogo di stordimento e uccisione, e gli animali possono sentire i rumori e i versi dei loro compagni che vengono uccisi. Li ho guardati negli occhi ed è stato terribile sapere che entro pochi minuti quegli animali che stavo vedendo lì vivi sarebbero stati letteralmente smontati per finire sullo scaffale di un supermercato.

Il morbo della mucca pazza 0

Il morbo della mucca pazza

Physicians Committee for Responsible Medicine. Mad Cow Disease. 2012. Health Topics. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it

L’encefalite spongiforme bovina (BSE) anche conosciuta come morbo della mucca pazza è apparsa in più di 20 paesi inclusi gli Stati Uniti.1 Le autorità sanitarie ritengono che sia la più probabile causa di una variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (vCJD), una malattia letale del cervello che ha colpito 217 persone nel mondo dall’epoca della prima segnalazione della malattia nel 1996.1

Dopo la scoperta di quattro casi di BSE nel bestiame statunitense, gli americani sono ora più consapevoli che la BSE rappresenti una minaccia per la salute di derivazione locale. Esistono crescenti preoccupazioni riguardo BSE e vCJD e la necessità di un’azione correttiva per proteggere la salute di uomini e animali negli Stati Uniti:

  • Le condizioni che hanno portato allo comparsa della BSE in Gran Bretagna si sono presentate anche negli Stati Uniti.
  • L’agente che causa la BSE si è già diffuso in almeno quattro vacche e qualche altra specie animale negli Stati Uniti. La misura in cui BSE e altre encefalopatie hanno contaminato gli alimenti ad uso umano è sconosciuta.

Solamente nel 2008, più di 350 americani sono morti di malattia di Creutzfeldt-Jakob, e la possibilità che la BSE abbia giocato un ruolo in qualcuna di queste morti non può essere esclusa. La vCJD può essere confermata solo con una biopsia del tessuto cerebrale o un’autopsia.1

Malattie cerebrali bovine

L’encefalopatia spongiforme bovina è una malattie letale del sistema nervoso centrale identificata per la prima volta nel Regno Unito nel 1986.

Le vacche affette mostrano aumentata apprensione, scarsa coordinazione, difficoltà a camminare e perdita di peso. Le infezioni che causano la BSE, evidentemente, esistevano già diversi anni prima che la malattia fosse riconosciuta in Inghilterra.2-4

La BSE non è limitata alla Gran Bretagna. E’ stata trovata nel bestiame nativo in più di una dozzina di paesi. Il primo caso negli Stati Uniti è stato riportato nel dicembre del 2003.

Malattie cerebrali umane correlate

La vCJD, come altre encefalopatie trasmissibili, priva un individuo malato delle facoltà mentali e della coordinazione muscolare, conducendo infine al coma o alla morte. Questa categoria di malattie è causata da prioni, proteine normali nella loro composizione molecolare, ma anormali nella forma, come molle deformate per snervamento. Si ritiene che la vCJD risulti dal contatto con i prioni presenti nei tessuti di animali affetti da BSE – detta morbo della mucca pazza – i quali, a loro volta, distorcono le normali proteine del cervello umano e delle cellule nervose. Anche solo minuscole quantità di tessuti contaminati da prioni sono sufficienti perché la malattia possa essere trasmessa.5 I prioni si concentrano nel cervello e nella colonna vertebrale, ma sono stati rilevati anche in sangue e tessuti muscolari. I prioni sono molto difficili da distruggere, anche con metodi di disinfezione chimica o termica in uso negli ospedali. Il riscaldamento a 134 °C non riduce la loro infettività.6

USA: nuovo caso di BSE 0

USA: nuovo caso di BSE

Physicians Committee for Responsible Medicine. There Is No “Mad Kale” Disease. April 25, 2012. Dr. Barnard’s Blog. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   La carne è sicura? Questa è la domanda che gli americani...

Una visita “didattica” agli allevamenti 0

Una visita “didattica” agli allevamenti

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Pubblicato da AgireOra.org il 27 febbraio 2012.

La testimonianza di una studentessa di veterinaria in visita ad allevamenti per la produzione di carne, latte e uova.

Riportiamo qui la testimonianza di una studentessa di veterinaria che ha visitato alcuni allevamenti come parte del suo piano di studi, che ci riporta quindi una impressione di prima mano sulle condizioni in cui sono tenuti gli animali, e non certo negli allevamenti peggiori, ma in quelli “meno peggio” (se questo termina ha un senso, in questo caso) che vengono fatto vedere agli studenti.

Testimonianza

Non ero mai stata in un allevamento di bovini “da carne” e di bovine “da latte”. Non ero nemmeno mai stata in un allevamento di galline ovaiole. Ho visto dei piccoli allevamenti a conduzione familiare, ma mai ero stata in un allevamento intensivo. In qualità di studente di Medicina Veterinaria invece ci sono dovuta andare: infatti i veterinari non sono solo quelli che devono curare il gatto o il cane, nostri comuni animali domestici. I veterinari sono anche – e soprattutto – quelli che controllano che tutti gli animali definiti “zootecnici” (cioè gli animali allevati per uso e consumo umano) siano sani e abbiano le caratteristiche e le qualità che il consumatore richiede.

Il veterinario deve quindi mantenere in salute una vacca, un suino, un pollo, in modo che la sua produzione non sia diminuita, in modo che cresca in carne e in salute, per far sì che l’allevatore abbia il massimo del guadagno con la minima spesa.

I bovini “da carne”

Come prima visita ci siamo recati in un’azienda agricola/agriturismo dove fanno anche allevamento di bovini cosiddetti “da carne”. Entriamo e facciamo un giro tra le stalle: gli animali sono molto spaventati. E’ vero, noi siamo circa in 20 studenti, ma nessun animale si fa avvicinare e ci guardano con occhi impauriti. Sono suddivisi in diverse stalle, in base all’età. I più giovani, di circa 2-3 mesi, sono chiusi in un recinto che permette loro di muoversi un po’, ma sono comunque in tanti in uno spazio piuttosto ristretto.

Molti hanno scolo nasale molto vistoso e occhi lacrimanti, ma se la causa non è una malattia infettiva virale o batterica importante, che può attaccare altri individui, gli animali non vengono trattati con nessun medicamento per permettere la guarigione. Sono animali che verranno macellati nel giro di qualche mese e non vale la pena curare una piccola malattia che dal punto di vista produttivo non influisce negativamente e che comporterebbe solo una spesa da parte dell’allevatore. Inoltre quando si somministra un farmaco a un animale che dovrà diventare cibo, bisogna rispettare dei “tempi di sospensione”, cioè deve passare un certo periodo di tempo prima che l’animale possa essere macellato, in modo da avere un livello di farmaco residuo nelle carni tollerabile dal consumatore. E questo periodo di tempo per un allevatore è perdita di denaro: deve mantenere un animale che sarebbe stato pronto per essere macellato per un periodo di tempo maggiore, con inevitabile perdita di denaro. Per cui si preferisce non curarlo.