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L'”Effetto Finanziamento” dell’industria alimentare 0

L'”Effetto Finanziamento” dell’industria alimentare

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 26 giugno 2012. ScienzaVegetariana.it

Come mai le ricerche finanziate dall’industria ottengono sempre risultati a loro favore?

Un articolo pubblicato qualche anno fa sulla rivista scientifica PLoS Medicine, intitolato Correlazione tra le fonti di finanziamento e le conclusioni negli articoli scientifici sul tema della nutrizione spiega come vi sia un pesante legame tra i finanziatori delle ricerche scientifiche e i risultati ottenuti dalle ricerche stesse. Di seguito riportiamo un video in cui il dottor Michael Greger commenta questo studio, con la trascrizione in italiano del suo intervento subito sotto.

(Fonte: Food Industry “Funding Effect”)

Traduzione in italiano: L'”Effetto Finanziamento” dell’industria alimentare

“Chi paga il pifferaio sceglie la musica”, e sembra proprio che gli studi finanziati dalle industrie di prodotti lattiero-caseari e di bibite gassate siano influenzati più di quelli finanziati dalle case farmaceutiche.

Quando le aziende alimentari dichiarano che c’è la scienza a sostegno di alcune delle loro criticabili affermazioni, potrebbe benissimo esser vero.

Queste industrie multimiliardarie hanno infatti molti capitali da distribuire agli Enti di ricerca, e “l’Effetto Finanziamento” riesce a rendere i risultati ottenuti dai ricercatori compatibili con le conclusioni desiderate da chi finanzia lo studio.

“L’Effetto Finanziamento” e la strategia del “creare incertezza” sono stati utilizzati con molto successo dai produttori di alimenti non salutari contro le informazioni che tutelano la salute pubblica. Contro tali informazioni, infatti, le aziende oppongono i risultati di studi scientifici che minimizzano i rischi dei loro prodotti: peccato però che questi studi siano finanziati dalle aziende stesse. Si possono portare come esempio i casi classici di produttori che hanno finanziato studi che minimizzavano i rischi di amianto, benzene, piombo, etc.

Questo fenomeno è stato ampiamente studiato nel caso dell’industria farmaceutica, dove infatti si è potuto verificare che gli studi finanziati da un’azienda farmaceutica riportano risultati favorevoli all’azienda fino a quattro volte superiori a quelli ottenuti da studi indipendenti.

Ma, al contrario, c’è pochissima informazione disponibile riguardo alla diffusione o l’impatto dei finanziamenti da parte dell’industria alimentare sulle ricerche che riguardano i temi della nutrizione.

Caseomorfina nel latte di mucca, morti in culla ed autismo 0

Caseomorfina nel latte di mucca, morti in culla ed autismo

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Michael Greger, MD. Cows’ Milk Casomorphin, crib death and autism. May 10, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it   L’evoluzione ha concepito un meccanismo ingegnoso...

Avvertenze sul caffè 0

Avvertenze sul caffè

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Michael Greger, MD. Coffee Caveats. May 10, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it   Lo scorso mese sull’American Journal of Clinical Nutrition, un editoriale intitolato...

Soia e sopravvivenza al tumore della mammella 0

Soia e sopravvivenza al tumore della mammella

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Michael Greger, M.D. Breast Cancer Survival and Soy. April 26, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Soy MilkNei miei due recenti post The best detox e Breast cancer stem cells vs broccoli, ho riportato le modalità per 1) dare un boost alla capacità del nostro fegato di eliminare sostanze carcinogeniche, 2) rendere il nostro DNA più resistente alle tossine che sono riuscite ad oltrepassare la nostra prima linea di difesa ed infine 3) aumentare la vigilanza immunitaria su ogni tumore in formazione – tutto nella speranza di prevenire i tumori. E per coloro che invece ne sono già malati?

Nonostante sia di poca consolazione, una conseguenza del fatto che il tumore alla mammella sia al primo posto tra quelli mortali nelle donne giovani, è che la soppravvivenza a questo tumore è un’area di ricerca piuttosto attiva. Un esempio: di recente è stato pubblicato un importante studio che ha seguito per 7 anni 4000 donne con tumore alla mammella. Non tutte ce l’hanno fatta fino alla fine. I ricercatori hanno cercato di capire se ci fosse stato qualcosa nell’alimentazione di queste donne che avesse inciso sul loro decesso. Nello specifico, due componenti della dieta sono stati associati ad una morte precoce: i grassi saturi e i grassi trans.

Coloro che sopravvivono al tumore possono ridurre del 40 % il rischio di morte evitando i grassi saturi, presenti soprattutto nella tipica dieta americana, nel formaggio, nel pollo e nei cibi spazzatura (guarda il mio video di 3 minuti Breast Cancer Survival, Butterfat, and Chicken). E possono migliorare la sopravvivenza del 78 % evitando i grassi trans, presenti soprattutto nei cibi spazzatura e in quelli di origine animale (guarda il mio video di 1 minuto Breast Cancer Survival and Trans Fat). Idealmente, tutti dovrebbero cercare di minimizzare l’apporto di entrambi, come riportato in Trans Fat, Saturated Fat and Cholesterol: Tolerable Upper Intake of Zero).

D’altra parte i due cibi che ci si aspetta aumentino la sopravvivenza al tumore alla mammella sono i semi di lino e i prodotti derivati dalla soia. Il tumore alla mammella ha inizialmente una crescita tanto lenta tanto che per le donne con questi tumori possono passare anni e perfino decenni prima che vengano diagnosticati (guarda il mio video di 1 minuto Cancer Prevention and Treatment May Be the Same Thing). A questo punto, qualcuno potrebbe aspettarsi che quei fattori della dieta favorenti la crescita del tumore continueranno a farlo anche dopo la diagnosi. Non è sempre così, purtroppo. L’alcool, ad esempio, è fortemente associato al rischio di tumore alla mammella, ma i dati non dicono con chiarezza se faccia differenza a tumore conclamato continuare o smettere di bere. Tuttavia, in generale, l’alimentazione che aiuta a prevenire il tumore alla mammella è la stessa che aiuterà a prolungare la sopravvivenza. E ciò vale sicuramente per i fitonutrienti presenti nei semi di lino e nella soia