Taggato: EPIC

Combattere l’infiammazione con la sinergia dei nutrienti 0

Combattere l’infiammazione con la sinergia dei nutrienti

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Michael Greger, MD. Fighting Inflammation With Food Synergy. June 28, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Mela e aranciaUna delle ragioni per cui alcuni studi non hanno mostrato risultati così eclatanti nell’associare la riduzione dell’incidenza di malattie alla quantità di frutta e verdura consumata (si veda lo Studio EPIC) potrebbe essere la qualità della frutta e della verdura. Le persone è più probabile mangino banane e non mirtilli; cetrioli e non cavolo verde riccio. I frutti di bosco sono i migliori tra i frutti (guarda I migliori frutti di bosco) e quelli a foglia verde scuro lo sono tra le verdure (guarda Le verdure più salutari).

E anche la varietà conta. Sappiamo ad esempio che gli spinaci sono meglio della lattuga (guarda #1 La miglior verdura contro il cancro per un confronto tra le verdure a foglia verde), e che un’insalata abbondante è meglio di una piccola, ma è da preferire della misticanza anche a degli splendidi spinaci? Ed é più salutare mangiare una mela ed un’arancia piuttosto che tre mele o tre arance? Nonostante ci siano composti vegetali comuni come la vitamina C distribuiti un pò in tutto il regno vegetale, ci sono anche fitonutrienti specifici prodotti da piante specifiche per svolgere funzioni specifiche—sia nei loro che nei nostri apparati. Ce li facciamo mancare se ci fissiamo a mangiare sempre la stessa frutta e verdura, anche se in più porzioni al giorno.

Ce ne sono a decine di migliaia di questi fitonutrienti (guarda il mio video di 2 minuti Fitocomposti: I nutrienti mancanti nelle etichette), ma non sono egualmente distrbuiti nel regno vegetale. Quei meravigliosi glucosinolati di cui ho trattato in Il miglior Detox, Broccoli contro le cellule staminali del cancro al seno, e Tumore del polmone in metastasi e Broccoli, per citare qualche esempio, si trovano quasi esclusivamente nella famiglia delle crucifere. Similmente, non potrai avere lemonoidi, come limonina, limonolo o tangeritina – nelle mele. Mettere a confronto mele e arance è come, beh, mettere a confronto mele e arance.

E allo stesso tempo, tutti i frutti sono soltanto, per l’appunto, frutti, mentre le verdure possono essere qualsiasi altra parte della pianta. Come ho esposto nel mio video di 2 minuti Mele e arance: la varietà nella dieta, le radici contengono nutrienti diversi rispetto ai germogli. Le carote sono radici, il sedano e il rabarbaro sono gambi, le foglie dei vegetali a foglia verde sono foglie ovviamente, i piselli sono bacelli, e il cavolfiore come dice il nome è un’insieme di gemme di fiori, ma tutti i frutti sono appunto solo frutti. L’evidenza a nostra disposizione suggerisce che potrebbe essere la cosa più importante assicurarsi una varietà di vegetali in modo da poter trarre beneficio da ogni singola parte della pianta.

Le fibre riducono il rischio di morte 0

Le fibre riducono il rischio di morte

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Fiber Lowers Risk of Death. June 28, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Un’alimentazione ricca di fibre riduce il rischio di morte per diverse patologie,...

Pollame e tumore al pene 0

Pollame e tumore al pene

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Uno dei motivi per cui è così difficile studiare le relazioni tra alimentazione e cancro è perchè molti comportamenti alimentari si associano a comportamenti non-alimentari. Per esempio, una delle motivazioni per cui si riteneva...

Nutrizione vegan e studi di popolazione 0

Nutrizione vegan e studi di popolazione

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DI CARLO MARTINI
Scritto per ComeDonChisciotte.org ed InformazioneAlimentare.it

All’interno della ricerca bio-medica, una delle tipologie di indagine più rinomate è costituita dagli studi prospettici di coorte, ossia quelli che seguono per un certo periodo di tempo (idealmente alcuni decenni) determinati gruppi di popolazione che presentino caratteristiche omogenee ed un buono stato di salute all’inizio della ricerca, per poi correlarne specifiche abitudini di vita con il rischio (ossia l’incidenza effettiva o la mortalità) di svariate patologie attraverso l’analisi statistica dei dati.

Per quanto riguarda i vegetariani stretti (vegan) i primi studi di questo tipo con campioni veramente significativi sono attualmente in corso: uno in gran Bretagna, l’altro in Nord America. Riassumiamo di seguito i risultati ottenuti fin’ora.

GRAN BRETAGNA: EPIC-OXFORD

Partecipanti: 65.000 complessivi, 24.987 vegetariani, 2.162 vegan

Note: Facente parte della European Perspective Investigation Into Cancer (http://epic.iarc.fr/)

Sito ufficiale: http://www.epic-oxford.org/home/

A confronto con onnivori, pescetariani e latto-ovo-vegetariani, ed al netto di tutti gli aggiustamenti statistici del caso (età, genere sessuale, livello educativo, attività fisica, fumo, consumo di alcool etc) i vegan risultano il gruppo sociale con i più bassi livelli di:

– Sovrappeso ed obesità (Spencer, 2002)
– Costipazione (Sanjoaquin, 2004)
– Ipertensione (Appleby, 2002)
– Cataratta (Appleby, 2011)
– Diverticolite (Crowe, 2011)

Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Hypertension and blood pressure among meat eaters, fish eaters, vegetarians and vegans in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2002 Oct;5(5):645-54.
Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet, vegetarianism, and cataract risk. Am J Clin Nutr. 2011 May;93(5):1128-35. Epub 2011 Mar 23.
Crowe FL, Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet and risk of diverticular disease in Oxford cohort of European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC): prospective study of British vegetarians and non-vegetarians. BMJ. 2011 Jul 19;343:d4131. doi: 10.1136/bmj.d4131.
Sanjoaquin MA, Appleby PN, Spencer EA, Key TJ. Nutrition and lifestyle in relation to bowel movement frequency: a cross-sectional study of 20630 men and women in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2004 Feb;7(1):77-83.
Spencer EA, Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Diet and body mass index in 38000 EPIC-Oxford meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans. Int J Obes Relat Metab Disord. 2003 Jun;27(6):728-34.

Malattie cardiovascolari. Ad oggi non c’è stato ancora un numero sufficiente di decessi per poter separare il gruppo dei vegan da quello più generale dei vegetariani, che comunque presentano una ridotta mortalità per malattia ischemica (Key, 2009). E’ vero che, numericamente, i dati non hanno raggiunto la significatività statistica, ma essendo ampiamente compatibili con precedenti studi prospettici sui vegetariani (Key 1999, Chang-Claude 2005), i ricercatori del progetto non hanno esitato a definirli “potenzialmente di grande importanza per la salute pubblica”.

La soia nella nutrizione umana: l’evidenza scientifica ad oggi 0

La soia nella nutrizione umana: l’evidenza scientifica ad oggi

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DI CARLO MARTINI
www.informazionealimentare.it

La maggioranza delle campagne mediatiche contro la soia trae origine dalle teorie di un’organizzazione statunitense, la Weston A Price Foundation (WAPF), impegnata da anni in una campagna per la promozione dei cibi di origine animale e lo screditamento delle diete vegetariane/vegan (di cui, comunque, la soia non è un alimento essenziale, come del resto qualunque altro singolo cibo). Il gruppo ha influenzato anche giornali ad ampia diffusione come The Ecologist, con la direzione di Zac Goldsmith (membro onorario) e gli articoli di Stephen Byrnes (supporter della WAPF, morto d’infarto a 42 anni).

Il metodo utilizzato da quest’organizzazione e realtà analoghe si basa sui principi fondanti di qualsiasi gruppo interessato a promuovere tesi completamente al di fuori da qualsivoglia idea di realtà scientifica, compresi ovviamente quelli che operano in realtà accademico-istituzionali:

– Modelli animali. La sperimentazione animale, oltre ad essere di per sè messa in discussione dall’ampio movimento internazionale dell’anti-vivisezionismo scientifico, ed essere comunque il tipo di studio (insieme alla colture in vitro) di più basso livello nella ricerca biomedica-nutrizionale – è particolarmente inutile nel caso della soia, viste le differenze specifiche tra umani ed altre specie nel metabolismo degli isoflavoni.

– “Teorie” biochimiche. Supposizioni sugli effetti a breve e a lungo termine di determinati composti (come i fitati o gli isoflavoni) senza ricerche su umani in grado di supportarle.

– Ricerche su umani decontestualizzate. Risultati contrastanti sono un fenomeno fisiologico della ricerca scientifica, ed il motivo per cui delle certezze possono essere raggiunte solo considerando il complesso della ricerca su un determinato tema.

La WAPF e i suoi metodi sono comunque già stati analizzati per esteso altrove. Si vedano, ad esempio:

Justine Butler, Ignore the anti-soya scaremongers, The Guardian (Thursday 1 July 2010 11.08 BST)

Leo Babauta, Finally, the Truth About Soy, Zen Habits (30 May 2011)

Riguardo alla soia, considerare il complesso della ricerca (ed in particolare le rassegne e le meta-analisi di pubblicazioni scientifiche) è quello che ha fatto Jack Norris di VeganHealth.org in Soy: What’s the Harm?, forse la più completa ed aggiornata analisi sulla soia che si possa trovare oggigiorno. Quanto segue è prevalentemente un riassunto del lavoro di Norris, a cui rimandiamo per approfondimenti e per i link agli abstract delle pubblicazioni originali. Da notare che, nelle righe seguenti, lo scopo non è enfatizzare i potenziali benefici della soia (per esempio, non trattiamo la questione della funzionalità renale e dell’osteoporosi), bensì focalizzarsi sui punti di controversia che sono stati sollevati negli anni e vedere cosa emerge dalla ricerca bio-medica effettiva.