Taggato: Europa

La carne aumenta il rischio di ictus 0

La carne aumenta il rischio di ictus

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Meat Increases Stroke Risk. August 7, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Le carni rosse o trasformate aumentano il rischio di ictus, secondo una nuova metanalisi...

Le diete povere di carboidrati e ricche di proteine aumentano il rischio di malattie cardiache 0

Le diete povere di carboidrati e ricche di proteine aumentano il rischio di malattie cardiache

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Low-Carb Diets Increase Risk of Heart Disease. July 9, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Una dieta ipoglucidica e iperproteica aumenta notevolmente il rischio di...

Le fibre riducono il rischio di morte 0

Le fibre riducono il rischio di morte

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Fiber Lowers Risk of Death. June 28, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Un’alimentazione ricca di fibre riduce il rischio di morte per diverse patologie,...

Le diete “low-carb” aumentano il rischio di malattie cardiache 0

Le diete “low-carb” aumentano il rischio di malattie cardiache

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Physicians Committee for Responsible Medicine. “Low-Carb” Diets Increase Heart Disease Risk. June 13, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Le diete a basso contenuto di carboidrati possono causare sovrappeso ed...

Diabete in crescita tra gli adolescenti 0

Diabete in crescita tra gli adolescenti

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 9 giugno 2012. ScienzaVegetariana.it   Diffusione del diabete in crescita in USA ed Europa, rischio ridotto per i vegetariani. [Comunicato stampa] Paesi differenti, identica tragedia: diffusione...

Il morbo della mucca pazza 0

Il morbo della mucca pazza

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Mad Cow Disease. 2012. Health Topics. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it

L’encefalite spongiforme bovina (BSE) anche conosciuta come morbo della mucca pazza è apparsa in più di 20 paesi inclusi gli Stati Uniti.1 Le autorità sanitarie ritengono che sia la più probabile causa di una variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (vCJD), una malattia letale del cervello che ha colpito 217 persone nel mondo dall’epoca della prima segnalazione della malattia nel 1996.1

Dopo la scoperta di quattro casi di BSE nel bestiame statunitense, gli americani sono ora più consapevoli che la BSE rappresenti una minaccia per la salute di derivazione locale. Esistono crescenti preoccupazioni riguardo BSE e vCJD e la necessità di un’azione correttiva per proteggere la salute di uomini e animali negli Stati Uniti:

  • Le condizioni che hanno portato allo comparsa della BSE in Gran Bretagna si sono presentate anche negli Stati Uniti.
  • L’agente che causa la BSE si è già diffuso in almeno quattro vacche e qualche altra specie animale negli Stati Uniti. La misura in cui BSE e altre encefalopatie hanno contaminato gli alimenti ad uso umano è sconosciuta.

Solamente nel 2008, più di 350 americani sono morti di malattia di Creutzfeldt-Jakob, e la possibilità che la BSE abbia giocato un ruolo in qualcuna di queste morti non può essere esclusa. La vCJD può essere confermata solo con una biopsia del tessuto cerebrale o un’autopsia.1

Malattie cerebrali bovine

L’encefalopatia spongiforme bovina è una malattie letale del sistema nervoso centrale identificata per la prima volta nel Regno Unito nel 1986.

Le vacche affette mostrano aumentata apprensione, scarsa coordinazione, difficoltà a camminare e perdita di peso. Le infezioni che causano la BSE, evidentemente, esistevano già diversi anni prima che la malattia fosse riconosciuta in Inghilterra.2-4

La BSE non è limitata alla Gran Bretagna. E’ stata trovata nel bestiame nativo in più di una dozzina di paesi. Il primo caso negli Stati Uniti è stato riportato nel dicembre del 2003.

Malattie cerebrali umane correlate

La vCJD, come altre encefalopatie trasmissibili, priva un individuo malato delle facoltà mentali e della coordinazione muscolare, conducendo infine al coma o alla morte. Questa categoria di malattie è causata da prioni, proteine normali nella loro composizione molecolare, ma anormali nella forma, come molle deformate per snervamento. Si ritiene che la vCJD risulti dal contatto con i prioni presenti nei tessuti di animali affetti da BSE – detta morbo della mucca pazza – i quali, a loro volta, distorcono le normali proteine del cervello umano e delle cellule nervose. Anche solo minuscole quantità di tessuti contaminati da prioni sono sufficienti perché la malattia possa essere trasmessa.5 I prioni si concentrano nel cervello e nella colonna vertebrale, ma sono stati rilevati anche in sangue e tessuti muscolari. I prioni sono molto difficili da distruggere, anche con metodi di disinfezione chimica o termica in uso negli ospedali. Il riscaldamento a 134 °C non riduce la loro infettività.6

Nutrizione vegan e studi di popolazione 0

Nutrizione vegan e studi di popolazione

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DI CARLO MARTINI
Scritto per ComeDonChisciotte.org ed InformazioneAlimentare.it

All’interno della ricerca bio-medica, una delle tipologie di indagine più rinomate è costituita dagli studi prospettici di coorte, ossia quelli che seguono per un certo periodo di tempo (idealmente alcuni decenni) determinati gruppi di popolazione che presentino caratteristiche omogenee ed un buono stato di salute all’inizio della ricerca, per poi correlarne specifiche abitudini di vita con il rischio (ossia l’incidenza effettiva o la mortalità) di svariate patologie attraverso l’analisi statistica dei dati.

Per quanto riguarda i vegetariani stretti (vegan) i primi studi di questo tipo con campioni veramente significativi sono attualmente in corso: uno in gran Bretagna, l’altro in Nord America. Riassumiamo di seguito i risultati ottenuti fin’ora.

GRAN BRETAGNA: EPIC-OXFORD

Partecipanti: 65.000 complessivi, 24.987 vegetariani, 2.162 vegan

Note: Facente parte della European Perspective Investigation Into Cancer (http://epic.iarc.fr/)

Sito ufficiale: http://www.epic-oxford.org/home/

A confronto con onnivori, pescetariani e latto-ovo-vegetariani, ed al netto di tutti gli aggiustamenti statistici del caso (età, genere sessuale, livello educativo, attività fisica, fumo, consumo di alcool etc) i vegan risultano il gruppo sociale con i più bassi livelli di:

– Sovrappeso ed obesità (Spencer, 2002)
– Costipazione (Sanjoaquin, 2004)
– Ipertensione (Appleby, 2002)
– Cataratta (Appleby, 2011)
– Diverticolite (Crowe, 2011)

Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Hypertension and blood pressure among meat eaters, fish eaters, vegetarians and vegans in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2002 Oct;5(5):645-54.
Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet, vegetarianism, and cataract risk. Am J Clin Nutr. 2011 May;93(5):1128-35. Epub 2011 Mar 23.
Crowe FL, Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet and risk of diverticular disease in Oxford cohort of European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC): prospective study of British vegetarians and non-vegetarians. BMJ. 2011 Jul 19;343:d4131. doi: 10.1136/bmj.d4131.
Sanjoaquin MA, Appleby PN, Spencer EA, Key TJ. Nutrition and lifestyle in relation to bowel movement frequency: a cross-sectional study of 20630 men and women in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2004 Feb;7(1):77-83.
Spencer EA, Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Diet and body mass index in 38000 EPIC-Oxford meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans. Int J Obes Relat Metab Disord. 2003 Jun;27(6):728-34.

Malattie cardiovascolari. Ad oggi non c’è stato ancora un numero sufficiente di decessi per poter separare il gruppo dei vegan da quello più generale dei vegetariani, che comunque presentano una ridotta mortalità per malattia ischemica (Key, 2009). E’ vero che, numericamente, i dati non hanno raggiunto la significatività statistica, ma essendo ampiamente compatibili con precedenti studi prospettici sui vegetariani (Key 1999, Chang-Claude 2005), i ricercatori del progetto non hanno esitato a definirli “potenzialmente di grande importanza per la salute pubblica”.