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Esame per il mercurio raccomanda​to prima di una gravidanza 0

Esame per il mercurio raccomanda​to prima di una gravidanza

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Michael Greger, MD. Mercury Testing Recommended Before Pregnancy. July 27, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Tonno in scatolaDi recente sono state esaminate tre marche di tonno in scatola per le concentrazioni di mercurio: si è trovato che il “55% di tutto il tonno esaminato era oltre il limite di sicurezza per il consumo umano indicato dalla U.S. Environmental Protection Agency”. E la situazione sembra stia via via peggiorando. Precedenti studi sul tonno in scatola, nel 1993 e 2004, mostravano livelli di contaminazione preoccupanti, ma non quanto lo sono ora. Guardate la mia presentazione dell’articolo nel video di 2 minuti Quale marca di tonno ha il livello più alto di mercurio?

Considerato il livello medio dell’inquinamento da mercurio riscontrato nel tonno in scatola, i ricercatori suggeriscono che il vostro bambino di 9 anni supererebbe il limite dell’EPA anche mangiando una scatoletta di tonno ogni 6 settimane! Concludono affermando: “Questi risultati indicano la necessità di una regolazione più rigorosa nell’industria del tonno in scatola per assicurare la sicurezza dei gruppi di popolazione a rischio come le donne in gravidanza, i neonati e i bambini”.

Alcuni dubitano se i limiti di sicurezza federali siano sufficientemente protettivi. Una recente rassegna fatta da ricercatori di Harvard e altre università sugli effetti avversi del mercurio nel pesce ha suggerito che il limite di esposizione stabilito negli Stati Uniti dovrebbe essere dimezzato. Tuttora le regolamentazioni vigenti permettono fino a 10 volte il mercurio consentito dal limite EPA, e così alla fine nel pesce è permesso fino a 20 volte la quantità che protrebbe venir considerata sicura.

Poichè negli Stati Uniti il limite di sicurezza per il mercurio nel pesce indicato dalla EPA potrebbe non essere sufficientemente protettivo per le donne in gravidanza, è stata proposta la raccomandazione che le consumatrici di pesce vogliano sottopotsi al test per il mercurio prima di considerare una gravidanza. Si tratta di un esame molto semplice. Dato che la contaminazione da mercurio si manifesta in tutto il corpo, basta un campione di un capello. Per maggiori dettagli guardate il mio video di 2 minuti Testare un capello per il mercurio prima di una gravidanza.

Studi sulla tossicità neuro-comportamentale del mercurio condotti sui bambini suggeriscono che nessun livello di esposizione al mercurio sarebbe da considerare veramente sicuro, ma la pressione esercitata dall’industria del pesce potrebbe impedire che i limiti di sicurezza scendano ulteriormente. Nel mio video Nervi di mercurio presento un famoso articolo pubblicato nel Journal of Pediatrics che mostra i danni a livello cerebrale in adolescenti per livelli di mercurio inferiori a quelli fissati per il pesce in questa nazione. Come aveva affermato in precedenza un tossicologo della EPA al Wall Street Journal, “In realtà considerano l’industria ittica come loro cliente principale, e non la popolazione degli Stati Uniti”.

Latte scremato e acne 0

Latte scremato e acne

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Michael Greger, MD. Skim Milk and Acne. June 12, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

AcneIl National Dairy Council continua a negare che il consumo di latte causi l’acne, ma uno studio da loro finanziato—lo Harvard Nurse’s Health Study— ha confermato il contrario, come mostrato nel mio video di 3 minuti Il National Dairy Council su Acne e Latte. Nelle conclusioni si legge: “Abbiamo trovato una correlazione positiva tra acne e consumo di latte sia intero che scremato. Ipotizziamo che tale correlazione possa essere dovuta alla presenza nel latte di ormoni e molecole bio-attive”.

Correlazione non implica tuttavia causalità. Dall’editoriale che lo accompagnava nel Journal of the American Academy of Dermatology:

“Gli articoli…della Harvard School of Public Health stabiliscono un’associazione tra consumo di latte ed acne. Come può il latte causare l’acne? Il motivo è che bere latte e consumare latticini provenienti da mucche gravide ci espone agli ormoni prodotti dalle mucche durante la gravidanza, ormoni che non saremmo tenuti ad assumere durante la nostra adolescenza o età adulta. Non è un segreto che negli adolescenti l’acne vada di pari passo con l’attività ormonale…Cosa accade dunque se alla normale produzione endogena si aggiungono ormoni esogeni? E qual’è di preciso l’origine di questi ormoni? Considerate che, in natura, il latte viene preso dalla madre, che sia umana o bovina, fino al momento dello svezzamento. Solitamente, quindi, la madre interrompe l’allattamento prima che ci sia una nuova gravidanza— perciò capita raramente di assumere latte da una madre nuovamente incinta. Abbiamo visto tutti quei documentari sugli animali che, quando arriva il momento giusto, scacciano via i propri cuccioli per incorraggiare il loro svezzamento. Inoltre, in natura, i cuccioli consumano solo il latte della propria specie—ma entrambe queste leggi naturali sono violate dall’uomo. Da una considerazione obbiettiva, il consumo di grandi quantità di latte di altre specie, soprattutto quando il latte proviene da mucche gravide e viene consumato negli anni normalmente successivi allo svezzamento, è essenzialmente innaturale”.

Lo Harvard Nurse’s Health Study ha riscontrato che l’associazione tra consumo di latte e casi di acne diagnosticati come gravi in adolescenti risultava ancora più marcata per il latte scremato. Questo potrebbe essere spiegato con la maggiore concentrazione di estrogeni: i ricercatori hanno trovato 15 ormoni sessuali di tipo steroideo nel latte in commercio preso direttamenti dagli scaffali, e i livelli più alti in quello scremato, paragonato a quello parzialmente scremato al 2% e a quello intero (guardate il mio video di 4 minuti Ormoni nel latte scremato e nel latte intero).

Il latte—biologico o convenzionale che sia—è semplicemente un cocktail di ormoni. Questa però non è una consequenza di iniezioni alle mucche di ormone della crescita o di steroidi aggiuntivi. Come si faceva notare in un articolo d’opinione nel Journal of the American Academy of Dermatology: “Non dovrebbe sorprendere che il latte contenga una simile gamma di ormoni promotori della crescita. Il latte in fin dei conti è pensato appositamente per la crescita”.

Preservare una buona vista con la dieta 0

Preservare una buona vista con la dieta

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Michael Greger, MD. Preserving Vision Through Diet. July 19, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Preserving visionPiù di un milione di americani è cieco. La buona notizia è che tutte e quattro le cause più comuni di perdita della vista possono essere evitate con una salutare dieta a base vegetale—degenerazione maculare dovuta all’età, diabete, glaucoma, e cataratta.

Guardate il mio video di 2 minuti Prevenire la degenerazione maculare con la dieta per una panoramica sulla relazione tra perdita della vista e l’Harvard’s Alternative Healthy Eating Index (il video Calcola il tuo punteggio nel mangiar sano offre un’alternativa all’alternativa). Il diabete non è solo una delle principali cause di cecità, ma anche di amputazioni ed insufficienza renale. Fortunatamente il diabete si può prevenire e persino far regredire.

Il glaucoma è un progressivo deterioramento del nostro nervo ottico, quel nervo che collega i nostri occhi con il cervello, ed è secondo solo alla cataratta come principale causa di cecità a livello mondiale. Vi sorprenderà, ma non sappiamo ancora che cosa lo provochi, per cui si è ricercato disperatamente su come possano influire ambiente e dieta.

Come mostrato nel mio video di 2 minuti Prevenire il glaucoma e vedere 27 miglia più lontano, si è scoperto che il componente della dieta che si dimostra più protettivo—diminuendo l’incidenza del glaucoma del 69%!—è il consumo di almeno una porzione al mese di cavolo verde o cavolo verde riccio. Pensate: una sola porzione, o più, al mese. Il secondo e terzo posto come cibi più protettivi vanno rispettivamente alla carota e alla pesca, entrambe con almeno una porzione alla settimana.

Si pensa sia grazie a luteina e zeaxantina, due pigmenti vegetali di colore giallo presenti nella verdura e frutta che sembra sappiano dove andare. Una volta introdotti nel nostro corpo, vanno a concentrarsi nella retina e sembrano proteggere dalle malattie degenerative oculari. Ma questo non è un fenomeno specifico solo di questi pigmenti. Il licopene è il pigmento rosso che si trova nei pomodori, e si è dimostrato protettivo contro il cancro della prostata. Indovinate dove va a finire quando un uomo mangia un pomodoro? Dritto alla prostata. Il beta carotene nella verdura potrebbe prevenire il cancro all’ovario e accade proprio che si concentri nelle ovaie.

Questi fitonutrienti non solo proteggono la nostra vista, ma potrebbero persino migliorarla. Il loro picco di assorbimento della luce risulta coincidere con la lunghezza d’onda del colore del cielo del nostro pianeta. Secondo un recente studio, filtrando quella foschia azzurrina, “gli individui con alte concentrazioni di pigmenti maculari [la luteina e la zeaxantina, quei fitonutrienti dalla verdura, NdT]” stando in cima ad una montagna in una giornata tersa “potrebbe distinguere creste di montagne lontane fino a 27 miglia più in là rispetto a quelli con concetrazioni minori o nulle di pigmenti”.

Ma non è forse vero che anche le uova contengono quantità significative di questi fondamentali nutrienti salva-vista? Questo è quello che l’industria delle uova vuol far credere—guardate il mio video di 2 minuti Punto cieco per l’industria delle uova. Inoltre, invito le persone a stare alla larga da compresse di luteina (ed integratori di beta-carotene).

Consumo di latte e acne 0

Consumo di latte e acne

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 27 agosto 2012. ScienzaVegetariana.it

Trovata una correlazione tra consumo di latte e acne negli adolescenti.

All’Università di Harvard sono stati condotti tre studi che hanno messo in relazione la comparsa dell’acne negli adolescenti di entrambi i sessi con il consumo di latticini, attribuendo il problema al contenuto di ormone sessuale steroideo che si trova di solito nel latte vaccino (il naturale ormone presente nel latte, senza utilizzo di ulteriori ormoni nell’allevamento degli animali), in particolar modo nel latte scremato.

Di seguito riportiamo un video in cui il dottor Michael Greger tratta la questione, con la trascrizione in italiano del suo intervento subito sotto.

(Fonte: Skim Milk and Acne)

Traduzione in italiano: Latte scremato ed acne

Lo Studio Nurses’, condotto ad Harvard e pubblicato sull’autorevole rivista dell’American Accademy of Dermatology, finanziato in parte nientemeno che dal National Dairy Council stesso (NdT: l’organismo nazionale dell’industria lattiero casearia), ha evidenziato un’associazione tra assunzione di latte nell’adolescenza e la comparsa di una grave acne giovanile (diagnosticata da un medico).

Tale associazione è ancora più pronunciata nel caso di latte scremato rispetto ad altri tipi di latte e la causa potrebbe essere dovuta alla maggiore concentrazione di estrogeni del latte scremato.

I ricercatori, infatti, hanno trovato quindici ormoni sessuali steroidei nel latte disponibile in commercio e i livelli più elevati sono proprio nel latte scremato, rispetto al latte intero e a quello al due per cento.

Questo studio è stato condotto intervistando un certo numero di donne su cosa mangiassero molti anni prima, quando frequentavano le scuole superiori, ma la maggior parte non riusciva a ricordarlo.

Pertanto, l’anno seguente i ricercatori dell’Università di Harvard hanno deciso di studiare in modo più diretto la correlazione tra consumo di latte e acne nelle ragazze adolescenti, seguendo per alcuni anni seimila adolescenti di età compresa tra i nove e i quindici anni ed arrivando sempre allo stesso risultato, ovvero l’esistenza di un forte legame tra assunzione di latte ed acne.

Legumi e gas: arieggiamo un po’ 0

Legumi e gas: arieggiamo un po’

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Michael Greger, MD. Beans and Gas: Clearing the Air. December 05, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

LegumiPiù di dieci anni fa, il Quarterly Journal of Medicine pubblicava una rassegna intitolata: “L’alimentazione vegetariana: panacea per le malattie dell’attuale stile di vita?” La risposta era affermativa, facendo notare che coloro che mangiavano vegetariano risultavano avere minor incidenza di obesità, pressione alta, diabete, malattie cardiache, colosterolo alto, cancro, malattie renali, forse minor rischio di infarto, perdita della vista associata all’età, diverticolite, meno calcoli alla cistifellea, e ovviamente meno costipazione. Scorso il bugiardino dei benefici, i ricercatori hanno però identificato 2 effetti collaterali ad un’alimentazione vegetale: 1) il rischio di carenza di vitamina B12, argomento che ho trattato precedentemente, e 2) l’aumentata produzione di gas intestinale. Dunque: da un lato abbiamo le prime 10 cause di morte negli Stati Uniti, e dall’altro la flatulenza.

Permettetimi di iniziare col dire che i gas intestinali sono fisiologici e salutari. Quando i pazienti si presentano dai medici lamentando eccessiva produzione di gas, di solito viene indicato loro di andare a casa e tenere un diario per una settimana. “Anche se può sembrare che ciò complichi solo la situazione”, scrivevano i ricercatori su una rivista di gastroenterologia, “abbiamo notato che i pazienti si divertono a tenere un simile diario”.

Gli Americani riportano di emettere gas in media 14 volte al giorno, con un range normale che raggiunge anche le 22 volte al giorno. Molte persone che pensano di produrre troppo gas rientrano invece nel range, conclude il famoso flatologista Michael Levitt, M.D, “e devono solo essere informati di questa loro ‘normalità”.

Vi state chiedendo chi ha finanziato una simile ricerca? Potreste rimanere sorpresi nello scoprire che la vera svolta in quest’area di ricerca è stata data dalla NASA negli Anni ’50 —  un alacre impiego delle tasse pagate dai nostri nonni. La NASA in effetti si preoccupava che gli astronauti potessero davvero soffocare o che da qualche scintilla potesse infiammare il metano. Ecco spiegati articoli con titoli come “Ultimi progressi in flatologia” a rappresentare la ricerca dell’Era Spaziale! Come raccomandava un ricercatore NASA , “potrebbe risultare vantaggioso scegliere come astronauti persone che in generale … non producano grandi quantità di gas.

La carne conservata è la nuova crisi di salute pubblica 0

La carne conservata è la nuova crisi di salute pubblica

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Processed Meat Is the Next Public Health Crisis. March 20, 2012. Dr. Barnard’s Blog. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it

[Negli Stati Uniti, NdT] è il Mese Nazionale della Consapevolezza sul Tumore del Colon-Retto, giusto in tempo. La consapevolezza è in offerta a breve scadenza. Un nuovo sondaggio ha mostrato che il 39% delle persone intervistate non sa dove si trovi il colon, per non parlare di ciò che può causare lo sviluppo del cancro. Infatti, il 70% non sa di essere soggetto a più alto rischio di tumore del colon-retto consumando carne conservata, come gli hot dog.

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Questi sono i fatti: il tumore del colon-retto è uno dei più diffusi tipi di cancro negli Stati Uniti, che colpisce 140 000 americani ogni anno, con un tasso di mortalità vicino al 50%. Nel 2007 l’organismo di ricerca su questa malattia, includendo 60 studi indipendenti, ha ritenuto di fornire prove convincenti—il livello di evidenza scientifica più alto possibile—che gli hot dog e le altre carni conservate causino il tumore del colon-retto

Il messaggio non è passato. Malgrado le organizzazioni anti cancro abbiano emesso comunicati stampa e inviato avvisi di servizio pubblici, la stampa popolare non accoglie queste storie e la questione è chiusa

Anni fa, le organizzazioni anti tabacco affrontarono lo stesso problema, realizzando che i messaggi sterili non hanno effetto, e decisero di emergere con messaggi che testavano i limiti di ciò che le persone volevano sentire o vedere. Più tardi i sostenitori della lotta all’HIV fecero lo stesso. Per guadagnare l’interesse dei media e il rispetto del pubblico, usarono sesso, violenza, shock e qualsiasi altra cosa potesse far breccia nel rumore.

Al PCRM sentivamo che l’umorismo fosse meglio dello shock, e volevamo appellarci agli adolescenti come alla gente più anziana, dal momento che le carni hanno ampio mercato tra bambini e famiglie, perché sono economiche e famigliari. Quindi il nostro manifesto proclamante “Gli hot dog fanno venire il cancro al culo“.