Taggato: intestino

Cuore sano = cuore vegetariano 0

Cuore sano = cuore vegetariano

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 14 aprile 2013. ScienzaVegetariana.it   Nuova scoperta sulla relazione tra consumo di carne e aterosclerosi. Un nuovo studio condotto dai ricercatori della Cleveland Clinic’s Heart and...

Cercansi volontari per ricerca su antibiotico resistenza in Veneto 0

Cercansi volontari per ricerca su antibiotico resistenza in Veneto

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana l’8 aprile 2013. SSNV News. ScienzaVegetariana.it   Riceviamo e divulghiamo questa comunicazione dell’ULSS 6 Vicenza e del Dipartimento di Analisi del Rischio e Sistemi di Sorveglianza in...

Cercansi volontari per studio nutrizionale su Parma, Bologna, Torino, Bari 0

Cercansi volontari per studio nutrizionale su Parma, Bologna, Torino, Bari

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 21 dicembre 2012. SSNV News. ScienzaVegetariana.it

Cari lettori,

invitiamo tutti coloro che risiedono nelle province di Parma, Bologna, Torino e Bari a partecipare come volontari a questo interessante studio promosso dalle università delle città indicate.

Lo studio si intitola:
I microrganismi intestinali dei latto-ovo-vegetariani e vegani sono diversi da quelli degli onnivori?

I presupposti

Gli alimenti costituiscono un importante serbatoio di microrganismi e forniscono nutrimento non solo per l’uomo ma anche per quei microrganismi intestinali che sono presenti nel nostro corpo. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ci suggerisce che il microbiota intestinale, ovvero i microrganismi presenti nel nostro intestino, ha assunto un ruolo centrale nel mantenimento della nostra salute poiché sembra che i microrganismi residenti aiutino a bilanciare funzioni vitali per l’ospite, tra cui l’immunità e lo stato nutrizionale. E’ possibile però che questa relazione positiva tra un individuo e il suo microbiota possa alterarsi e questo potrebbe favorire alcune patologie come obesità, diabete, aterosclerosi e malattie infiammatorie intestinali.
La composizione del microbiota intestinale differisce tra gli individui in funzione del genere, dell’età, di fattori genetici e ambientali e delle abitudini alimentari. Si ritiene che le diete a base vegetale possano positivamente influenzare il microbiota intestinale, essendo caratterizzate dal consumo di alimenti vegetali ricchi di componenti indigeribili, e questo potrebbe proteggere il loro organismo. Per verificare che i latto-ovo-vegetariani e i vegani hanno un microbiota diverso e potenzialmente più protettivo di quelli a dieta onnivora, abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Diventa volontario

Puoi partecipare a questo studio nazionale se sei latto-ovo-vegetariano o vegano da almeno un anno, abiti vicino a Parma, Torino, Bologna o Bari, hai tra 30 e 50 anni, sei normopeso, non assumi abitualmente farmaci e supplementi alimentari o farmacologici di probiotici e prebiotici, non hai assunto antibiotici negli ultimi 3 mesi, non sei affetto da patologie gastrointestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome da contaminazione batterica, stipsi, malattia celiaca, colon irritabile) e metaboliche (diabete di tipo 1 e 2, malattie cardio e neurovascolari, tumori, malattie neurodegenerative, artrite reumatoide, allergie), non sei in gravidanza e/o allattamento.

Il rischio associato agli integratori di ferro 0

Il rischio associato agli integratori di ferro

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 23 agosto 2012. ScienzaVegetariana.it

E’ importante assumere ferro solo da fonti vegetali.

Il ferro è un’arma a doppio taglio. Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro, di malattie cardiache e di un certo numero di stati infiammatori. Dato che il corpo umano non ha un meccanismo in grado di eliminare l’eccesso di ferro, occorre preferire il ferro proveniente dai vegetali (ferro non-eme), sul quale il nostro organismo ha un certo controllo.

Di seguito riportiamo un video in cui il dottor Michael Greger spiega in dettaglio questo problema, con la trascrizione in italiano del suo intervento subito sotto.

(Fonte: Risk Associated With Iron Supplements)

Traduzione in italiano: Il rischio associato agli integratori di ferro

Il ferro è un’arma a doppio taglio. Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro colorettale, malattie cardiache, infezioni, malattie neurodegenerative e stati infiammatori. Anche altre patologie sono state associate ad un’elevata assunzione di ferro, tra le quali l’Alzheimer, la Malattia di Parkinson, l’artrite e il diabete.

Dal momento che il nostro organismo non è in grado di eliminare l’eccesso di ferro, abbiamo sviluppato un meccanismo rigido per regolarne l’assimilazione: se le nostre scorte di ferro sono scarse, il nostro intestino ne stimola l’assorbimento, mentre se le nostre riserve sono al loro massimo, il nostro intestino blocca l’assorbimento di ferro per mantenerci ad un livello ottimale.

Questo meccanismo però funziona soltanto con le fonti di ferro primarie della dieta dell’uomo, ovvero il ferro che si trova nei cibi di origine vegetale.

Il nostro apparato digerente invece non ha un meccanismo per regolare il ferro ingerito con il sangue, il ferro eme. Il ferro che si trova nel cibo di origine animale passa direttamente attraverso la barriera intestinale e anche se nel nostro organismo già ne abbiamo più che a sufficienza, non possiamo in alcun modo controllare l’assimilazione di questo tipo di ferro.

Le fibre dei cereali integrali riducono il rischio di tumore del colon-retto 0

Le fibre dei cereali integrali riducono il rischio di tumore del colon-retto

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Physicians Committee for Responsible Medicine.Dietary Fiber from Whole Grains Cuts Colorectal Cancer Risk. February 16, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Il consumo di cereali integrali riduce il rischio di tumore...