Taggato: latto-ovo-veg.

La carnitina causa malattie cardiache 0

La carnitina causa malattie cardiache

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Researchers Discover New Way Meat Causes Heart Disease. April 9, 2013. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   I consumatori di carne producono più sottoprodotti intestinali che...

Cercansi volontari per ricerca su antibiotico resistenza in Veneto 0

Cercansi volontari per ricerca su antibiotico resistenza in Veneto

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana l’8 aprile 2013. SSNV News. ScienzaVegetariana.it   Riceviamo e divulghiamo questa comunicazione dell’ULSS 6 Vicenza e del Dipartimento di Analisi del Rischio e Sistemi di Sorveglianza in...

Le diete vegetariane proteggono dal tumore 0

Le diete vegetariane proteggono dal tumore

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Vegetarian and Vegan Diets Protect Against Cancers. March 11, 2013. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Le diete latto-ovo-vegetariane e vegan proteggono dal tumore, in confronto...

Cercansi volontari per studio nutrizionale su Parma, Bologna, Torino, Bari 0

Cercansi volontari per studio nutrizionale su Parma, Bologna, Torino, Bari

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 21 dicembre 2012. SSNV News. ScienzaVegetariana.it

Cari lettori,

invitiamo tutti coloro che risiedono nelle province di Parma, Bologna, Torino e Bari a partecipare come volontari a questo interessante studio promosso dalle università delle città indicate.

Lo studio si intitola:
I microrganismi intestinali dei latto-ovo-vegetariani e vegani sono diversi da quelli degli onnivori?

I presupposti

Gli alimenti costituiscono un importante serbatoio di microrganismi e forniscono nutrimento non solo per l’uomo ma anche per quei microrganismi intestinali che sono presenti nel nostro corpo. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ci suggerisce che il microbiota intestinale, ovvero i microrganismi presenti nel nostro intestino, ha assunto un ruolo centrale nel mantenimento della nostra salute poiché sembra che i microrganismi residenti aiutino a bilanciare funzioni vitali per l’ospite, tra cui l’immunità e lo stato nutrizionale. E’ possibile però che questa relazione positiva tra un individuo e il suo microbiota possa alterarsi e questo potrebbe favorire alcune patologie come obesità, diabete, aterosclerosi e malattie infiammatorie intestinali.
La composizione del microbiota intestinale differisce tra gli individui in funzione del genere, dell’età, di fattori genetici e ambientali e delle abitudini alimentari. Si ritiene che le diete a base vegetale possano positivamente influenzare il microbiota intestinale, essendo caratterizzate dal consumo di alimenti vegetali ricchi di componenti indigeribili, e questo potrebbe proteggere il loro organismo. Per verificare che i latto-ovo-vegetariani e i vegani hanno un microbiota diverso e potenzialmente più protettivo di quelli a dieta onnivora, abbiamo bisogno del tuo aiuto!

Diventa volontario

Puoi partecipare a questo studio nazionale se sei latto-ovo-vegetariano o vegano da almeno un anno, abiti vicino a Parma, Torino, Bologna o Bari, hai tra 30 e 50 anni, sei normopeso, non assumi abitualmente farmaci e supplementi alimentari o farmacologici di probiotici e prebiotici, non hai assunto antibiotici negli ultimi 3 mesi, non sei affetto da patologie gastrointestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa, sindrome da contaminazione batterica, stipsi, malattia celiaca, colon irritabile) e metaboliche (diabete di tipo 1 e 2, malattie cardio e neurovascolari, tumori, malattie neurodegenerative, artrite reumatoide, allergie), non sei in gravidanza e/o allattamento.

Le diete vegan riducono il rischio di cancro 0

Le diete vegan riducono il rischio di cancro

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Vegan Diets Have Lower Cancer Risk. December 13, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Le diete vegan sono correlate ad una più bassa incidenza di...

Preservare una buona vista con la dieta 0

Preservare una buona vista con la dieta

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Michael Greger, MD. Preserving Vision Through Diet. July 19, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Preserving visionPiù di un milione di americani è cieco. La buona notizia è che tutte e quattro le cause più comuni di perdita della vista possono essere evitate con una salutare dieta a base vegetale—degenerazione maculare dovuta all’età, diabete, glaucoma, e cataratta.

Guardate il mio video di 2 minuti Prevenire la degenerazione maculare con la dieta per una panoramica sulla relazione tra perdita della vista e l’Harvard’s Alternative Healthy Eating Index (il video Calcola il tuo punteggio nel mangiar sano offre un’alternativa all’alternativa). Il diabete non è solo una delle principali cause di cecità, ma anche di amputazioni ed insufficienza renale. Fortunatamente il diabete si può prevenire e persino far regredire.

Il glaucoma è un progressivo deterioramento del nostro nervo ottico, quel nervo che collega i nostri occhi con il cervello, ed è secondo solo alla cataratta come principale causa di cecità a livello mondiale. Vi sorprenderà, ma non sappiamo ancora che cosa lo provochi, per cui si è ricercato disperatamente su come possano influire ambiente e dieta.

Come mostrato nel mio video di 2 minuti Prevenire il glaucoma e vedere 27 miglia più lontano, si è scoperto che il componente della dieta che si dimostra più protettivo—diminuendo l’incidenza del glaucoma del 69%!—è il consumo di almeno una porzione al mese di cavolo verde o cavolo verde riccio. Pensate: una sola porzione, o più, al mese. Il secondo e terzo posto come cibi più protettivi vanno rispettivamente alla carota e alla pesca, entrambe con almeno una porzione alla settimana.

Si pensa sia grazie a luteina e zeaxantina, due pigmenti vegetali di colore giallo presenti nella verdura e frutta che sembra sappiano dove andare. Una volta introdotti nel nostro corpo, vanno a concentrarsi nella retina e sembrano proteggere dalle malattie degenerative oculari. Ma questo non è un fenomeno specifico solo di questi pigmenti. Il licopene è il pigmento rosso che si trova nei pomodori, e si è dimostrato protettivo contro il cancro della prostata. Indovinate dove va a finire quando un uomo mangia un pomodoro? Dritto alla prostata. Il beta carotene nella verdura potrebbe prevenire il cancro all’ovario e accade proprio che si concentri nelle ovaie.

Questi fitonutrienti non solo proteggono la nostra vista, ma potrebbero persino migliorarla. Il loro picco di assorbimento della luce risulta coincidere con la lunghezza d’onda del colore del cielo del nostro pianeta. Secondo un recente studio, filtrando quella foschia azzurrina, “gli individui con alte concentrazioni di pigmenti maculari [la luteina e la zeaxantina, quei fitonutrienti dalla verdura, NdT]” stando in cima ad una montagna in una giornata tersa “potrebbe distinguere creste di montagne lontane fino a 27 miglia più in là rispetto a quelli con concetrazioni minori o nulle di pigmenti”.

Ma non è forse vero che anche le uova contengono quantità significative di questi fondamentali nutrienti salva-vista? Questo è quello che l’industria delle uova vuol far credere—guardate il mio video di 2 minuti Punto cieco per l’industria delle uova. Inoltre, invito le persone a stare alla larga da compresse di luteina (ed integratori di beta-carotene).

Una visita “didattica” agli allevamenti 0

Una visita “didattica” agli allevamenti

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Pubblicato da AgireOra.org il 27 febbraio 2012.

La testimonianza di una studentessa di veterinaria in visita ad allevamenti per la produzione di carne, latte e uova.

Riportiamo qui la testimonianza di una studentessa di veterinaria che ha visitato alcuni allevamenti come parte del suo piano di studi, che ci riporta quindi una impressione di prima mano sulle condizioni in cui sono tenuti gli animali, e non certo negli allevamenti peggiori, ma in quelli “meno peggio” (se questo termina ha un senso, in questo caso) che vengono fatto vedere agli studenti.

Testimonianza

Non ero mai stata in un allevamento di bovini “da carne” e di bovine “da latte”. Non ero nemmeno mai stata in un allevamento di galline ovaiole. Ho visto dei piccoli allevamenti a conduzione familiare, ma mai ero stata in un allevamento intensivo. In qualità di studente di Medicina Veterinaria invece ci sono dovuta andare: infatti i veterinari non sono solo quelli che devono curare il gatto o il cane, nostri comuni animali domestici. I veterinari sono anche – e soprattutto – quelli che controllano che tutti gli animali definiti “zootecnici” (cioè gli animali allevati per uso e consumo umano) siano sani e abbiano le caratteristiche e le qualità che il consumatore richiede.

Il veterinario deve quindi mantenere in salute una vacca, un suino, un pollo, in modo che la sua produzione non sia diminuita, in modo che cresca in carne e in salute, per far sì che l’allevatore abbia il massimo del guadagno con la minima spesa.

I bovini “da carne”

Come prima visita ci siamo recati in un’azienda agricola/agriturismo dove fanno anche allevamento di bovini cosiddetti “da carne”. Entriamo e facciamo un giro tra le stalle: gli animali sono molto spaventati. E’ vero, noi siamo circa in 20 studenti, ma nessun animale si fa avvicinare e ci guardano con occhi impauriti. Sono suddivisi in diverse stalle, in base all’età. I più giovani, di circa 2-3 mesi, sono chiusi in un recinto che permette loro di muoversi un po’, ma sono comunque in tanti in uno spazio piuttosto ristretto.

Molti hanno scolo nasale molto vistoso e occhi lacrimanti, ma se la causa non è una malattia infettiva virale o batterica importante, che può attaccare altri individui, gli animali non vengono trattati con nessun medicamento per permettere la guarigione. Sono animali che verranno macellati nel giro di qualche mese e non vale la pena curare una piccola malattia che dal punto di vista produttivo non influisce negativamente e che comporterebbe solo una spesa da parte dell’allevatore. Inoltre quando si somministra un farmaco a un animale che dovrà diventare cibo, bisogna rispettare dei “tempi di sospensione”, cioè deve passare un certo periodo di tempo prima che l’animale possa essere macellato, in modo da avere un livello di farmaco residuo nelle carni tollerabile dal consumatore. E questo periodo di tempo per un allevatore è perdita di denaro: deve mantenere un animale che sarebbe stato pronto per essere macellato per un periodo di tempo maggiore, con inevitabile perdita di denaro. Per cui si preferisce non curarlo.

In USA più vegani che vegetariani 0

In USA più vegani che vegetariani

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Pubblicato da AgireOra.org il 12 febbraio 2012.

Nuovo sondaggio eseguito da VegSource, molto affidabile.

In Italia vengono eseguiti ogni tanto dei sondaggi sul numero di vegetariani e vegan, ma non sono mai affidabili, e forniscono dei risultati abbastanza casuali. Questo sondaggio, eseguito negli USA nel 2011, è invece eseguito in modo corretto, perché sono state poste le giuste domande agli intervistati.

La domanda sbagliata da fare è infatti: “Lei è vegetariano?” perché molte persone si definiscono vegetariane senza esserlo. Chi mangia pesce, o anche carne ma solo ogni tanto, a volte si definisce vegetariano, ma ovviamente non lo è. Questo sondaggio pone invece le domande giuste, e calcola così il numero reale di vegetariani, di vegan, e di persone che mangiano carne e pesce meno spesso della media, ma senza confondere queste categorie.

Ecco dunque la traduzione dell’articolo di VegSource, per gentile concessione del sito ufficiale www.VegSource.com.

Ci sono più vegan che vegetariani

I dati importanti che emergono da questo sondaggio: il 2% degli americani si dichiara vegetariano, mentre il 3% si dichiara vegano.  E ci sono più uomini vegan che donne, il che è sorprendente, rispetto all’esperienza comune.

Il Vegetarian Resource Group (VRG) nel 2011 ha chiesto in un sondaggio nazionale:

Con quale frequenza gli americani mangiano pasti vegetariani?
Quanti adulti sono vegetariani negli USA?

Con tanti gruppi che promuovono i ‘Lunedì senza carne’ o i ‘Martedì al tofu’ o altre campagne per la diminuzione del consumo di carne, per un pasto o per un giorno alla settimana, il Vegetarian Resource Group si è chiesto quanto spesso gli americani mangino pasti vegetariani. Per fare una stima, il VRG ha commissionato ad Harris Interactive un sondaggio telefonico a livello nazionale.

Il 17% degli americani ha dichiarato “non mangio carne, pesce o pollame in molti dei miei pasti (ma meno della metà delle volte)” e il 16% non mangia questi cibi più della metà dei propri pasti (ma non sempre). Così, 1/3 (33%) del paese fa pasti vegetariani un numero rilevante di volte (e questi vanno ad aggiungersi ai vegetariani)!  Naturalmente questa è una buona notizia per le aziende che producono cibi vegetariani.

Nel 2008, in un sondaggio telefonico nazionale del Vegetarian Resource Group, il 40% disse che, mangiando fuori casa, spesso ordinava piatti senza carne o pesce. Per coloro tra voi che stanno cercando di individuare la popolazione molto interessata ai cibi vegetariani, per quanto non vegetariana, sembra che sia il 30% – 40% del paese