Taggato: NoVivisezione

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Il mondo d’incubo dei topi geneticamente modificati

Riportiamo la traduzione delle pagine iniziali riassuntive (l’Executive Summary) di un corposo dossier pubblicato nel 2013 dall’associazione inglese Animal Aid, intitolato “Scienza Corrotta – Il mondo d’incubo dei topi geneticamente modificati“, che svela i...

Corso di colture cellulari a Genova – dicembre 2013 0

Corso di colture cellulari a Genova – dicembre 2013

Pubblicato da AgireOra.org il 18 aprile 2012.   Il Laboratorio di Colture Cellulari LARF (Laboratorio Analisi Ricerca di Fisiopatologia) dell’Università di Genova organizza il 5 e 6 dicembre 2013 la quinta edizione del Corso...

La vivisezione non serve: parola di Glaxo-Aptuit 0

La vivisezione non serve: parola di Glaxo-Aptuit

Pubblicato da AgireOra.org il 7 agosto 2013.   Gli stessi ricercatori della Glaxo-Aptuit conoscono bene la non scientificita’ della vivisezione. Articolo di Massimo Tettamanti, luglio 2013 GlaxoSmithKline: “La letteratura scientifica e gli studi di...

Fallimenti recenti della vivisezione 0

Fallimenti recenti della vivisezione

Pubblicato da AgireOra.org il 4 maggio 2013.   Nuovi articoli scientifici dimostrano l’inutilità della vivisezione. Alcuni articoli pubblicati negli ultimi mesi su riviste scientifiche internazionali hanno mostrato molti punti deboli della vivisezione, pratica antiscientifica...

Le azalee dell’AIRC finanziano la vivisezione 0

Le azalee dell’AIRC finanziano la vivisezione

icon_novvPubblicato da AgireOra.org l’8 maggio 2012.

Comprare le azalee dell’AIRC per la festa della mamma significa finanziare anche la vivisezione.

[Comunicato stampa] Comprare le azalee dell’AIRC significa finanziare la vivisezione.
Meglio donare alle associazioni che fanno solo vera ricerca scientifica e non fanno sperimentazione animale!
8 maggio 2012

Domenica prossima 13 maggio, come ogni anno, l’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, raccoglie fondi per i propri progetti con la vendita delle azalee. Parte di questi fondi, però, vengono usati per finanziare la vivisezione, vale a dire esperimenti su animali nei quali viene indotta una malattia artificiale, quindi molto diversa da quella che si genera spontaneamente, ed in più in una specie diversa da quella umana.

“Ma al giorno d’oggi non è piu’ ammissibile sprecare tempo, risorse, soldi, in una pratica obsoleta e antiscientifica. Per aiutare davvero i malati, occorre far cessare questo spreco, e l’unico modo che abbiamo per far cambiare comportamento alle associazioni che finanziano la vivisezione è evitare di sostenerle, fino a quando non cambiano”, dichiarano i promotori dell’iniziativa NoVivisezione.org.

Il numero di animali usati nella ricerca di base, quella appunto portata avanti dalle associazioni per la ricerca medica e dalle università, è in grande aumento: ormai quasi la metà del numero totale di animali usati nella sperimentazione in Italia viene usato proprio in questo settore. Gia’ dal 2000 al 2003 c’e’ stato un aumento di ben il 40% in questo settore, nel triennio successivo c’è stato un nuovo aumento non da poco, del 22%, nell’ultimo triennio non vi è stata alcuna flessione, ma un ulteriore aumento del 4%.

“Questa sperimentazione su animali non è affatto obbligatoria per legge, è una scelta dei singoli ricercatori” precisano i promotori dell’iniziativa, “ed inoltre è pagata coi soldi dei cittadini – tasse o donazioni alle associazioni. E’ quindi doveroso informare le persone sulla destinazione dei loro soldi, vista questa mancanza di evoluzione nell’uso di metodi scientifici all’avanguardia senza animali. Questa stagnazione culturale e scientifica è veramente imperdonabile, e le persone devono sapere a chi stanno regalando il proprio denaro.”

Per questo, l’associazione AgireOra Edizioni parte in questo mese di maggio con affissioni in tutta Italia di un manifesto informativo su questo tema, in parte anche come risposta alla campagna pubblicitaria mondiale annunciata dalla lobby della vivisezione.

Campagna a manifesti anti-vivisezione 0

Campagna a manifesti anti-vivisezione

icon_novvPubblicato da AgireOra.org il 18 aprile 2012.

Tutti possono partecipare, affiggiamo manifesti in tutta Italia!

Come ormai si legge in vari articoli di giornale, i vivisettori stanno correndo ai ripari per difendere il loro diritto ad ammazzare animali per finti motivi “scientifici”, e stanno partendo con una campagna pubblicitaria a cartelloni e manifesti, a difesa della vivisezione.

Ecco per esempio un articolo sul tema: Vivisezione, campagna choc Un topo vale un bambino?

Pare che per intanto siano partiti con la campagna sui giornali, a suon di mezze pagine sui quotidiani.

Questa NON e’ una notizia negativa, e’ una notizia molto positiva, perche’ fino ad ora non hanno avuto bisogno di pubblicizzarsi; la maggior parte delle persone sono sempre state dalla loro parte “automaticamente”, senza bisogno di alcuno sforzo da parte dei vivisettori. Siamo sempre stati noi antivivisezionisti ad avere avuto bisogno di fare campagne informative per spiegare come la vivisezione sia inaccettabile eticamente e scientificamente.

Ora invece sono costretti pure loro a fare campagne sul tema – che pero’ nel loro caso sono campagne DIS-informative – il che vuol dire che un numero sempre maggiore di persone non e’ piu’ dalla loro parte “a priori”. Quindi, si tratta di una notizia estremamente positiva.

Che cosa usano come leva per cercare di riportare la gente dalla loro parte? Il loro solito ritornello “Meglio salvare un topo o un bambino?”. Infatti e’ proprio su questa base il messaggio della loro campagna pubblicitaria che sta per partire. C’e’ la foto di un ratto e di una bambina, e la frase “Un giorno ti potrei salvare la vita”.

Questo ci dice molto: ci dice che, come al solito, non hanno argomentazioni valide, fondate, e tantomeno originali, ma che invece l’unica cosa che sanno fare e’ far leva sull’emotivita’ delle persone col solito ricatto morale topo-bambino. Loro accusano noi antivivisezionisti di essere emotivi, mentre sono proprio loro che fanno leva sull’emotivita’ superficiale delle persone, noi invece agiamo sulla base del ragionamento, del senso di giustizia, dell’etica, della fondatezza scientifica delle nostre argomentazioni.