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L’olio di pesce non migliora la salute del cuore 0

L’olio di pesce non migliora la salute del cuore

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Fish Oil Does Not Improve Heart Health. May 13, 2013. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   La supplementazione di acidi grassi omega-3 non migliora la salute...

L’olio di pesce non è di beneficio per  il cuore 0

L’olio di pesce non è di beneficio per il cuore

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Fish Oil Does Not Benefit Heart. September 12, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   L’olio di pesce non riduce il rischio di malattie cardiovascolari o...

La terapia alimentare per la dismenorrea primaria (Aggiornato: 11/10/2012) 0

La terapia alimentare per la dismenorrea primaria (Aggiornato: 11/10/2012)

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DismenorreaDI CARLO MARTINI
www.informazionealimentare.it

DEFINIZIONE ED ACCENNI DI PATO-FISIOLOGIA

La dismenorrea si definisce come una dolorosa e forte sensazione di crampi al basso addome, che si manifesta durante o prima le mestruazioni (Lentz, 2007). I crampi potrebbero interessare anche la zona lombare o le gambe, ed essere accompagnati da altri sintomi come sudorazione, tachicardia, mal di testa, nausea, vomito, diarrea e tremiti.

Questi sintomi possono venir riscontrati fin dal menarca o comunque prima dei 20 anni con un normale ciclo ovulatorio e senza un’associata patologia o condizione pelvica (dismenorrea primaria o funzionale), oppure sorgere in un periodo successivo della vita come conseguenza di endometriosi, fibroidi etc (dismenorrea secondaria).

Durante le mestruazioni, la sensazione del dolore deriva dalle contrazioni dei muscoli uterini, accompagnate da un ridotto afflusso sanguigno (ischemia) e un restringimento dei vasi sanguigni (vasocostrizione) nei tessuti circostanti. Le contrazioni sono indotte da alcune molecole simili a degli ormoni  (eicosanoidi), sintetizzate a partire da una stessa fonte nelle membrane cellulari (acido arachidonico), ed aventi un effetto pro-infiammatorio: prostaglandina F2α, prostaglandina E2, leucotriene E4. Le donne che soffrono di dismenorrea potrebbero essere particolarmente sensibili a queste molecole, oppure sintetizzarne in eccesso (Harel, 2006; IQWIG, 2011).

Inoltre, per completezza, ricordiamo che in questi processi potrebbe avere un ruolo anche l’ormone vasopressina (French, 2005).

Patofisiologia della dismenorrea

Figura: Patofisiologia della dismenorrea. Fonte: Harel, 2006

La soia riduce l’infiammazione 0

La soia riduce l’infiammazione

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Soy Reduces Inflammation. July 11, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Uno studio pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics di questo...

Raccomandazioni per una nutrizione ottimale 2011 0

Raccomandazioni per una nutrizione ottimale 2011

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Michael Greger, MD. Optimum Nutrition Recommendations. September 12, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

kaleNel video del giorno di NutritionFacts.org di oggi, Golden glow, e in quello di domani, Produce, not pills to increase physical attractiveness, ho presentato una nuova ricerca secondo la quale il consumo di vegetali a foglia verde scuro fa sembrare più sano l’aspetto dei Caucasici*, grazie alla deposizione di carotenoidi nella pelle. Tuttavia, assumendo gli stessi fitonutrienti in formato pastiglia, la cosa non funziona.  Dovremmo ricavare tutti i nutrienti che possiamo dalle piante, non dalle pastiglie. 

Il complesso delle evidenze scientifiche suggerisce che l’alimentazione più sana è quella totalmente vegetale con fortificazione di vitamina B-12. Per una nutrizione ottimale, dovremmo assicurarci di includere nei pasti di ogni giorno non solo una vasta gamma di cereali, legumi, frutta secca, semi, frutta, e quante più verdure riusciamo a mangiare, ma anche nello specifico vegetali a foglia verde scuro, frutti di bosco, e té bianco (o verde).

Si dovrebbe prestare particolare attenzione ai seguenti nutrienti:

Vitamina B12

  • Almeno 2500 mcg (µg) di cianocobalamina una volta la settimana, preferibile l’integratore masticabile, sublinguale o liquido.
    • o almeno 250 mcg di cianocobalamina al giorno (non dovete preoccuparvi di assumerne troppa).
    • o 3 porzioni di cibi forticati con vitamina B12 al giorno, ciascuna porzione deve contenere almeno il  25% U.S. “Daily Value”, indicato sull’etichetta della confezione.
  • Consiglio: se avvertite sintomi da carenza, il più affidabile è il test per l’acido metilmalonico MMA nelle urine (non la B12 sierica)

[Nota di InformazioneAlimentare.it: in Italia si trovano solo supplementi da 2000 mcg, che si rivelano però sufficienti anche secondo le raccomandazioni della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana]

Acidi grassi Omega-3

250 – 500 mg di integratore di DHA e/o EPA derivato da lieviti o alghe al giorno

[Nota di InformazioneAlimentare.it: altri rinomati nutrizionisti vegan non sostengono la necessità di integrare il DHA, mentre altri ancora raccomandano quantità significativamente minori. Si vedano, come esempi: Food Guide for Vegans di Virginia Messina e Omega-3 Fatty Acid Recommendations for Vegetarians di Jack Norris]

I supplementi di olio di pesce non aiutano cuore e cervello 0

I supplementi di olio di pesce non aiutano cuore e cervello

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Fish Oil Supplements No Help to Heart or Brain. June 13, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Due nuovi studi hanno scoperto che i supplementi...

Consumo di carne ed evoluzione 0

Consumo di carne ed evoluzione

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 10 maggio 2012. ScienzaVegetariana.it

Il consumo di carne non è certo quello che ha determinato l’evoluzione umana.

Riportiamo la lettera scritta pochi giorni fa dal prof. Siani alla redazione de L’Unità come risposta a un articolo scientificamente ben poco fondato, pubblicato il 3 maggio sullo stesso giornale a firma Fabio Perelli.

Egregio Dott. Perelli,

Leggiamo su L’Unità, più precisamente sullo spazio riservato alla Scienza nell’edizione per il web, un breve articolo dal titolo “Il successo evolutivo dei carnivori”, recensione del lavoro “Impact of Carnivory on Human Development and Evolution Revealed by a New Unifying Model of Weaningin Mammals”, pubblicato il 18 aprile 2012 sulla rivista scientifica Plos one, a firma di Elia Psouni, Axel Janke e Martin Garwicz.

Vi si afferma che, secondo lo studio suddetto, “Il successo evolutivo e il forte sviluppo demografico della nostra specie sono legati all’acquisizione della dieta carnivora. I vegetariani storceranno il naso, ma se vi trovate a leggere queste righe e a riflettere su quanto c’è scritto è probabilmente merito anche dei benefici dell’assunzione di proteine animali”.
Conclusioni di imprudente assertività, dal momento che gli stessi autori nel loro paper affermano testualmente che “However, the specific impact of carnivory on human evolution, life history and development remains controversial”. [Tuttavia, l’impatto specifico del carnivorismo sull’evoluzione umana, sulla storia della vita e sullo sviluppo rimane controverso].

Sappiamo bene che i nostri predecessori si nutrivano anche di cibi animali rappresentati, nel caso di Homo habilis, da insetti e invertebrati casualmente presenti su rami, fiori, frutta e semi che costituivano la quasi totalità della sua dieta; successivamente i rappresentanti del genere Homo cominciarono ad approfittare delle carcasse abbandonate sul terreno dai predatori: in tali contesti, comunque, i consumi carnei erano rari, casuali, occasionali e discontinui e non potevano in nessun caso costituire una fonte di nutrienti capace di incidere in modo tale da indirizzare la nostra evoluzione. Con lo sviluppo dell’attività di caccia, la disponibilità di risorse alimentari di natura animale andò, ovviamente, crescendo; tuttavia i cibi vegetali rimasero la base fondamentale della dieta degli appartenenti al genere Homo.

L’olio di pesce non previene le malattie cardiache 0

L’olio di pesce non previene le malattie cardiache

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Fish Oil Does Not Prevent Heart Disease. April 13, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Le persone con una storia di problemi cardiaci non ottengono...