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Rughe e alimentazione 0

Rughe e alimentazione

Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 25 maggio 2013. ScienzaVegetariana.it   Alcuni alimenti sembrano avere un effetto protettivo nei confronti della formazione delle rughe, mentre altri possono peggiorarle. Riportiamo questo video del...

Il tè non deteinato è davvero disidratante? 0

Il tè non deteinato è davvero disidratante?

Michael Greger, MD. Is Caffeinated Tea Really Dehydrating?. September 27, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Is Caffeinated Tea Really Dehydrating?I fitonutrienti presenti esclusivamente nella pianta del tè risultano essere così potenti da poter far regredire alcune malattie con la sola applicazione sulla pelle. Ora ufficialmente inclusa nelle Linee Guida per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili del Centers for Disease Control, l’applicazione topica di estratti di tè verde sulle verruche genitali [condilomi acuminati] porta all’impressionante scomparsa del 100% in più della metà dei pazienti sottoposti a test (guardate il mio video di 2 minuti Guarire dalle verruche genitali con il tè verde).

Il tè verde potrebbe anche fermare i tumori della pelle. In Curare la sindrome di Gorlin con il tè verde, descrivo uno straordinario caso riportato di una donna con la sindrome del carcinoma basocellulare, una rara condizione genetica in cui il corpo si ricopre di tumori della pelle. I tumori di questa donna sono apparentemente regrediti con impacchi sulla pelle di tè verde. Questo ha incrementato la ricerca sulla regressione di altri tumori attraverso la dieta (guardate Regressione di tumori con la dieta?).

Questi esempi sono la prova del Potere delle piante. Ciò è in accordo con la riceca sulla cannella (La cannella più sicura), sullo zafferano (Zafferano per il trattamento dell’Alzheimer), sull’anguria (L’anguria come cura per la disfunzione erettile), sui semi di lino (Solo i semi di lino, grazie), e sull’uva spina indiana (Amla contro il diabete). Dato che ci sono pochi o nessun effetto indesiderato ai rimedi vegetali – piuttosto, ci sono molti effetti indesiderati positivi! – non mi è quasi mai capitato di esitare a prescrivere simili prodotti naturali nella mia pratica come medico.

Quale tipo di tè è meglio bere? Le medesime foglie della medesima pianta sono usate per produrre il tè bianco, il tè verde, l’oolong, e il tè nero. La sostanziale differenza sta nella modalità con cui vengono processate le foglie; quello bianco è il meno lavorato, quello nero il più lavorato. In Tè verde contro tè bianco, ho mostrato come il tè verde abbia il maggior potere antiossidante, a meno che non aggiungiate del limone: in questo caso è superato dal tè bianco. Una nuova ricerca, partendo da questo, ha fatto un passo in più e ha testato le rispettive capacità di prevenirre danni al DNA. Nel mio video di 2 minuti Capicità antimutagena del tè verde e del tè bianco, il tè verde viene messo in competizione con quello bianco in un testa a testa contro un potente cancerogeno presente nel pollo alla griglia. Ha vinto il tè bianco, e più a lungo rimane in infusione, più diventa protettivo.

Il tempo di infusione che sottostà al “più a lungo, meglio è” non mi ha sorpreso, mentre questo sì: Tè verde con infusione a freddo. Un altro modo per massimizzare l’assorbimento dei fitonutrienti presenti nel tè è “mangiarlo”; guardate Il Matcha vi fa bene? e Una colazione migliore. Si può però andare in overdose (guardate Andare in overdose di tè). Altri modi per proteggere il nostro DNA includono il consumo di broccoli, l’evitare la pancetta, l’utilizzo moderato di stevia, insieme ad una dieta in generale basata sui vegetali (guardate Riparando i danni al DNA e La ricerca contro l’invecchiamento).

Il rischio associato agli integratori di ferro 0

Il rischio associato agli integratori di ferro

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 23 agosto 2012. ScienzaVegetariana.it

E’ importante assumere ferro solo da fonti vegetali.

Il ferro è un’arma a doppio taglio. Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro, di malattie cardiache e di un certo numero di stati infiammatori. Dato che il corpo umano non ha un meccanismo in grado di eliminare l’eccesso di ferro, occorre preferire il ferro proveniente dai vegetali (ferro non-eme), sul quale il nostro organismo ha un certo controllo.

Di seguito riportiamo un video in cui il dottor Michael Greger spiega in dettaglio questo problema, con la trascrizione in italiano del suo intervento subito sotto.

(Fonte: Risk Associated With Iron Supplements)

Traduzione in italiano: Il rischio associato agli integratori di ferro

Il ferro è un’arma a doppio taglio. Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro colorettale, malattie cardiache, infezioni, malattie neurodegenerative e stati infiammatori. Anche altre patologie sono state associate ad un’elevata assunzione di ferro, tra le quali l’Alzheimer, la Malattia di Parkinson, l’artrite e il diabete.

Dal momento che il nostro organismo non è in grado di eliminare l’eccesso di ferro, abbiamo sviluppato un meccanismo rigido per regolarne l’assimilazione: se le nostre scorte di ferro sono scarse, il nostro intestino ne stimola l’assorbimento, mentre se le nostre riserve sono al loro massimo, il nostro intestino blocca l’assorbimento di ferro per mantenerci ad un livello ottimale.

Questo meccanismo però funziona soltanto con le fonti di ferro primarie della dieta dell’uomo, ovvero il ferro che si trova nei cibi di origine vegetale.

Il nostro apparato digerente invece non ha un meccanismo per regolare il ferro ingerito con il sangue, il ferro eme. Il ferro che si trova nel cibo di origine animale passa direttamente attraverso la barriera intestinale e anche se nel nostro organismo già ne abbiamo più che a sufficienza, non possiamo in alcun modo controllare l’assimilazione di questo tipo di ferro.