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La Paleodieta fa aumentare il colesterolo

La Paleodieta fa aumentare il colesterolo, secondo un nuovo studio pubblicato su International Journal of Exercise Science. I ricercatori hanno proposto a 44 adulti sani un regime alimentare definito come “dieta paleolitica”, che includeva  carni magre, pesce, uova,...

La dieta occidentale non è sostenibile per il pianeta 0

La dieta occidentale non è sostenibile per il pianeta

Physicians Committee for Responsible Medicine. Western Diet Unsustainable for Planet. August 12, 2013. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Maggiori sono i consumi di prodotti animali da parte della popolazione, meno...

Le uova sono dannose per la salute 0

Le uova sono dannose per la salute

Physicians Committee for Responsible Medicine. Eggs Harmful to Health. May 15, 2013. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Il consumo di uova aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, secondo...

Consumo di uova e aterosclerosi 0

Consumo di uova e aterosclerosi

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 9 ottobre 2012. ScienzaVegetariana.it

Il consumo di tuorli d’uovo è dannoso, in rapporto all’aterosclerosi, quasi quanto il fumo.

Una ricerca pubblicata di recente, condotta dal dott. David Spence della Western University, Canada, dimostra che mangiare rossi d’uovo accelera l’aterosclerosi in modo simile al fumare sigarette. Con un’indagine svolta su più di 1200 pazienti, il dott. Spence ha scoperto che il consumo regolare di tuorli provoca un danno pari a circa due terzi rispetto a quello provocato dal fumo di sigaretta, per quanto riguarda l’accumularsi della placca carotidea, un fattore di rischio per ictus e attacchi cardiaci. La ricerca è stata pubblicata nella rivista “Atherosclerosis”, nel volume di ottobre 2012.

L’aterosclerosi è una malattia delle arterie nella quale si formano delle placche a livello dell’intima (la parete più interna); il colesterolo in eccesso costituisce uno dei principali fattori di rischio per questa malattia. La rottura della placca è la causa comune della maggior parte degli infarti cardiaci e di molti ictus.

Lo studio ha preso in esame i dati di 1262 uomini e donne, con un’età media di 61,5 anni, tutti pazienti che frequentavano gli ambulatori di prevenzione vascolare presso l’Ospedale Universitario del London Health Sciences Centre.

La misurazione della placca è stata effettuata con l’Ecodoppler (tecnica che si avvale degli ultrasuoni), e ai pazienti e’ stato chiesto di compilare dei questionari sul loro stile di vita e sui medicinali usati, compreso il numero di pacchetti di sigarette totali consumati (numero di pacchetti di sigarette al giorno per il numero di anni) e il numero di tuorli d’uovo consumati alla settimana per il numero di anni di consumo.

I ricercatori hanno trovato che con l’ età (dopo i 40 anni) la dimensione della placca aumenta in maniera lineare, ma aumenta in maniera esponenziale in rapporto ai pacchetti di sigarette e ai tuorli consumati. In altre parole, in relazione all’età, sia fumare tabacco sia consumare tuorli d’uovo accelera l’aterosclerosi. Lo studio ha stabilito anche che coloro che mangiavano tre o più tuorli alla settimana avevano sviluppato più placca di coloro che ne mangiavano due o meno alla settimana.

Il mantra ‘le uova possono far parte di una dieta sana per persone sane’ ha confuso la questione. Da molto tempo è noto che un alto apporto di colesterolo aumenta il rischio di eventi cardiovascolari, e i tuorli d’uovo hanno un contenuto di colesterolo altissimo. Nei diabetici, un uovo al giorno aumenta il rischio coronarico da due a cinque volte” – dichiara il dott. Spence, professore di neurologia alla Western’s Schulich School of Medicine & Dentistry e direttore del Centro di ricerca sulla prevenzione dell’ictus e sull’aterosclerosi (SPARC) presso il Robarts Research Institute. “Quello che abbiamo dimostrato e’ che con il passare degli anni la placca si accumula gradualmente nelle arterie dei canadesi, e che i tuorli la fanno accumulare più in fretta – circa due terzi rispetto a quanto fa il fumo. Sul lungo termine, i tuorli d’uovo non sono un cibo adatto per la maggior parte dei canadesi”.

Preservare una buona vista con la dieta 0

Preservare una buona vista con la dieta

Michael Greger, MD. Preserving Vision Through Diet. July 19, 2012. Dr. Greger’s Medical Nutrition Blog. NutritionFacts.org. Traduzione a cura di Valentina Carpanese per InformazioneAlimentare.it

Preserving visionPiù di un milione di americani è cieco. La buona notizia è che tutte e quattro le cause più comuni di perdita della vista possono essere evitate con una salutare dieta a base vegetale—degenerazione maculare dovuta all’età, diabete, glaucoma, e cataratta.

Guardate il mio video di 2 minuti Prevenire la degenerazione maculare con la dieta per una panoramica sulla relazione tra perdita della vista e l’Harvard’s Alternative Healthy Eating Index (il video Calcola il tuo punteggio nel mangiar sano offre un’alternativa all’alternativa). Il diabete non è solo una delle principali cause di cecità, ma anche di amputazioni ed insufficienza renale. Fortunatamente il diabete si può prevenire e persino far regredire.

Il glaucoma è un progressivo deterioramento del nostro nervo ottico, quel nervo che collega i nostri occhi con il cervello, ed è secondo solo alla cataratta come principale causa di cecità a livello mondiale. Vi sorprenderà, ma non sappiamo ancora che cosa lo provochi, per cui si è ricercato disperatamente su come possano influire ambiente e dieta.

Come mostrato nel mio video di 2 minuti Prevenire il glaucoma e vedere 27 miglia più lontano, si è scoperto che il componente della dieta che si dimostra più protettivo—diminuendo l’incidenza del glaucoma del 69%!—è il consumo di almeno una porzione al mese di cavolo verde o cavolo verde riccio. Pensate: una sola porzione, o più, al mese. Il secondo e terzo posto come cibi più protettivi vanno rispettivamente alla carota e alla pesca, entrambe con almeno una porzione alla settimana.

Si pensa sia grazie a luteina e zeaxantina, due pigmenti vegetali di colore giallo presenti nella verdura e frutta che sembra sappiano dove andare. Una volta introdotti nel nostro corpo, vanno a concentrarsi nella retina e sembrano proteggere dalle malattie degenerative oculari. Ma questo non è un fenomeno specifico solo di questi pigmenti. Il licopene è il pigmento rosso che si trova nei pomodori, e si è dimostrato protettivo contro il cancro della prostata. Indovinate dove va a finire quando un uomo mangia un pomodoro? Dritto alla prostata. Il beta carotene nella verdura potrebbe prevenire il cancro all’ovario e accade proprio che si concentri nelle ovaie.

Questi fitonutrienti non solo proteggono la nostra vista, ma potrebbero persino migliorarla. Il loro picco di assorbimento della luce risulta coincidere con la lunghezza d’onda del colore del cielo del nostro pianeta. Secondo un recente studio, filtrando quella foschia azzurrina, “gli individui con alte concentrazioni di pigmenti maculari [la luteina e la zeaxantina, quei fitonutrienti dalla verdura, NdT]” stando in cima ad una montagna in una giornata tersa “potrebbe distinguere creste di montagne lontane fino a 27 miglia più in là rispetto a quelli con concetrazioni minori o nulle di pigmenti”.

Ma non è forse vero che anche le uova contengono quantità significative di questi fondamentali nutrienti salva-vista? Questo è quello che l’industria delle uova vuol far credere—guardate il mio video di 2 minuti Punto cieco per l’industria delle uova. Inoltre, invito le persone a stare alla larga da compresse di luteina (ed integratori di beta-carotene).

Soluzione alla scarsità d’acqua: diventare vegetariani 0

Soluzione alla scarsità d’acqua: diventare vegetariani

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Pubblicato da Nutrition Ecology International Center il 28 agosto 2012. NutritionEcology.org

Lo affermano gli esperti in risorse idriche per la Settimana Mondiale dell’Acqua 2012.

Si tiene in questi giorni, dal 26 al 31 agosto, a Stoccolma, la Settimana Mondiale dell’Acqua, promossa dal SIWI – Istituto Internazionale sull’Acqua (Stoccolma).

All’inizio della conferenza è stato presentato il report del SIWI di quest’anno, “Feeding a thirsty world: Challenges and opportunities for a water and food secure world” (Nutrire un mondo assetato: sfide e opportunità per ottenere la sicurezza alimentare e idrica). 2 500 persone tra politici, rappresentanti dei vari organi delle Nazioni Unite, associazioni non governative e ricercatori di 120 diversi paesi partecipano a questa conferenza per trattare il problema dell’approvigionamento idrico nel mondo.

Un messaggio importante contenuto nel report ed espresso dagli scienziati che l’hanno presentato, ripreso da giornali, agenzia di stampa e media di tutto il mondo, afferma che sarà necessario, nei prossimi 40 anni, passare a un’alimentazione vegetariana o quasi, per evitare una catastrofica scarsità d’acqua.

Hanno sottolineato che:

– Il 70% dell’acqua nel mondo è usata per l’agricoltura – ma gran parte dell’agricoltura è dedicata alla coltivazione di mangimi per animali, non all’alimentazione umana.

– Una dieta basata sui cibi animali consuma da 5 a 10 volte tanta acqua rispetto a una basata sui vegetali.

– Oggi, in media, il 20% delle proteine è assunto da prodotti animali ed è necessario diminuire drasticamente questo valore, almeno fino al 5%.

– Per poter nutrire tutti, in una situazione di scarsità d’acqua già oggi drammatica, bisogna spostarsi verso una dieta vegetariana.

Distrugge di più la siccità o l’allevamento? 0

Distrugge di più la siccità o l’allevamento?

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Pubblicato da Nutrition Ecology International Center il 16 agosto 2012. NutritionEcology.org

Lo spreco derivante dall’allevamento di animali ha un impatto ancora peggiore dell’attuale siccità.

Si parla molto in queste settimane della siccità che ha colpito gran parte del mondo, soprattutto gli USA (la cui produzione di mais ammonta al 50% del totale di questo cereale disponibile sui mercati mondiali), ma anche l’Italia. Un fenomeno che, giustamente, desta preoccupazione.

Per fortuna la siccità non ha colpito i raccolti di riso, il cereale che sfama la gran parte delle popolazione mondiale.

Val la pena, in questo scenario, fare una riflessione su un aspetto che pochi conoscono o al quale dedicano considerazione: la siccità sarà certamente un grave danno per gli agricoltori, che perderanno i loro guadagni (ma saranno rimborsati dai sussidi), ma non mette certo in pericolo la sopravvivenza delle persone.

Infatti, un dato importante da considerare è che i raccolti più colpiti (mais, frumento, soia) vanno solo in piccola parte a nutrire gli esseri umani, ma vanno invece in gran parte a nutrire gli animali d’allevamento, di ogni specie. La metà dei cereali coltivati nel mondo e il 90% della soia servono a fare mangimi per gli animali, non a nutrire le persone.

Considerando che, mediamente, per ottenere 1 kg di carne servono 15 kg di vegetali forniti agli animali come mangime, risulta ben chiaro lo spreco enorme di risorse causato dalla produzione di carne (compreso il pesce), latticini e uova, tutti prodotti derivanti dall’allevamento di animali.

Con la stessa quantità di risorse si possono nutrire circa 10 persone che si nutrono direttamente di vegetali oppure una sola che basa la sua alimentazione su carne, pesce, latte e uova. Appare chiaro dunque quale sia la scelta più sostenbile, corretta, logica e intelligente.

La siccità è un problema, certo, ma lo spreco derivante dall’allevamento di animali è un problema ben peggiore, che è costantemente presente ed è globalmente in crescita di anno in anno.

Inoltre, senza le coltivazioni richieste dagli allevamenti, la quantità di vegetali necessaria sarebbe circa un decimo rispetto all’attuale, il che ridurrebbe di molto il problema stesso della siccità e comporterebbe anche un uso più razionale e sostenibile dei terreni: le coltivazioni per il diretto consumo umano non avrebbero bisogno di un’agricoltura intensiva spinta, e si eviterebbe così l’impoverimento del terreno e il ricorso a fertilizzanti chimici.