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Formaggio e obesità 0

Formaggio e obesità

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Cheese and Obesity. January 24, 2012. Dr. Barnard’s Blog. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it

L’epidemia di obesità è cresciuta drammaticamente negli ultimi anni, soprattutto nei bambini, un terzo dei quali sono stati travolti da problemi di peso e sono a rischio di malattie cardiache, diabete e alcune forme di tumore, tra gli altri problemi.

Purtroppo la battaglia contro l’obesità sta diventando molto dura. Prima di tutto, alle persone che cercano di perdere peso è stato mentito. E’ stato detto loro che il problema è la mancanza di esercizio fisico quando, in realtà, gli studi mostrano chiaramente che l’aumento di peso negli Stati Uniti negli ultimi 30 anni è quasi interamente dovuto alla modifica delle abitudini alimentari, non alla mancanza di attività fisica.

E’ stato mentito loro riguardo al cibo, con soluzioni tampone, da sostenitori di diete low-carb che puntando il dito contro pane e frutta, quando in realtà i carboidrati apportano solo quattro calorie per grammo, a differenza dei grassi, che ne apportano nove. Ecco perché la gente nei paesi asiatici è rimasta magra e sana fino al momento in cui le catene di fast food occidentali le hanno direzionate verso il consumo di carne, formaggi e altri cibi spazzatura, i quali hanno rimpiazzato i tradizionali piatti a base di riso.

E’ stato mentito loro da alcuni ben intenzionati, ma non ancora ben informati sostenitori dalla fat acceptance che, mentre utilmente si mobilitano contro la discriminazione (delle persone in sovrappeso, NdT), hanno anche cercato di minimizzare i rischi dell’obesità attraverso frasi del tipo “obesi, ma sani”. Tu puoi anche essere un “fumatore, ma sano”, ma questo significa semplicemente che le complicazioni non si sono ancora manifestate.

Ma soprattutto è stato mentito loro dalle industrie della carne e dei latticini, che intendono convincerci che abbiamo bisogno di formaggio, carne e altri cibi dannosi per la salute. Il governo federale, tradizionalmente grato all’industria, si è unito alla falsità, non solo attraverso la sovvenzione dei cibi stessi che causano aumento di peso e l’introduzione di essi nei nostri programmi alimentari scolastici per l’infanzia, ma mediante l’emissione di linee guida rivelate troppo timide per tagliare fuori gli alimenti non salutari.

Come risultato di questa mancanza di franchezza, l’obesità si è stabilità nel lungo termine, e molte persone si sono semplicemente rassegnate ad essa, esse stesse e i loro figli. Le conseguenze saranno devastanti: gli esperti stimano che un terzo dei bambini nati nel 2000 svilupperanno il diabete—una malattia strettamente legata al sovrappeso.

L’epidemia di obesità non è causata da sedentarietà, pane, riso, golosità, scarsa volontà o un’infanzia difficile. E’ causata da uno tsunami di cibi non salutari di cui uno dei peggiori, forse sorprendentemente, è il formaggio. Tipicamente i formaggi sono composti da circa il 70% grassi, e ogni singolo grammo di grassi contiene nove calorie di cui non c’è alcun bisogno. La maggior parte di quei grassi sono saturi (“grassi cattivi”)—il tipo di grassi che aumenta i livelli di colesterolo e ci mette a rischio di diabete, morbo di Alzheimer e altre patologie. Una porzione di formaggio da 60 grammi contiene anche 350 milligrammi di sodio e, grammo per grammo, tanto colesterolo quanto una bistecca stronca cuore.

Nel 1909 l’americano medio consumava solo 2,6 Kg di formaggio all’anno. Oggi quel numero è salito a 15,4 Kg. Questo significa 13 Kg in più a persona quest’anno, l’anno prossimo e ancora l’anno dopo, grazie agli sforzi promozionali congiunti del governo e dell’industria. Di questi 13 Kg di formaggio extra di cui ci ingozziamo ogni anno, ne basterebbero anche solo uno o due per spiegare l’intero problema di sovrappeso in America. Chiaramente esistono degli altri responsabili dell’epidemia di obesità, anche, in particolare l’aumento del consumo di carne e zucchero.

I sussidi all’agricoltura ci stanno facendo ammalare 0

I sussidi all’agricoltura ci stanno facendo ammalare

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 4 marzo 2012. ScienzaVegetariana.it

Ancora un articolo sui danni che i sussidi agli allevatori causano alla nostra salute.

Si tratta di un articolo di Elizabeth Kucinich, direttrice del settore Affari pubblici e governativi del Comitato di Medici per una Medicina responsabile (PCRM). Pur riferendosi alla situazione statunitense, va notato che le stesse osservazioni si applicano anche al caso europeo, Italia inclusa.

I sussidi all’agricoltura ci stanno facendo ammalare

Che il cibo sia la tua medicina. Ippocrate, il padre della medicina occidentale, ci ha dato questo consiglio oltre 2000 anni fa. A giudicare dal modo in cui il Congresso americano sta spendendo i miliardi di dollari dei contribuenti per spingere le vendite di cibo non sano, non credo che abbiamo imparato questa lezione (NdT: e lo stesso fanno l’UE, il governo italiano e tutti i governo europei).

Rivediamo alcuni dati attuali che tradiscono la massima di Ippocrate.

– Più del 60% di tutti i decessi negli USA sono dovuti a malattie connesse a diete malsane cariche di grassi saturi e colesterolo: cardiopatie, cancro, ictus, patologie epatiche, e ipertensione.

– Approssimativamente il 66% degli americani sono sovrappeso od obesi; altre malattie come l’ipertensione e le cardiopatie sono pure condizioni correlabili alla dieta (NdT: i dati per l’Italia sono simili, si veda l’articolo In che mani è la nostra salute?).

– Circa il 30% dei bambini nati nel 2000 svilupperanno nel corso della vita il diabete, un’altra patologia correlata alla dieta.

– Non essere in salute è costoso! I costi medici annuali dell’obesità hanno raggiunto 147 miliardi di dollari nel 2008. Per patologie correlate all’obesità, la spesa dell’assistenza statale medica e ospedaliera (Medicare) e dell’assistenza sanitaria pubblica per le persone con basso reddito (Medicaid) attualmente ammonta a 61 miliardi di dollari l’anno. Il cancro costa 102.8 miliardi all’anno. Il diabete costa 128.1 miliardi di dollari all’anno.

Le statistiche mostrano che entro il 2030 la spesa medica annuale per le sole patologie cardiache sarà triplicata, fino a 818 miliardi!

Le statistiche sono desolanti, ma non ci sono solo cattive notizie. Le tendenze alimentari mostrano che un numero sempre maggiore di persone stanno prendendo la salute nelle proprie mani, modificando la loro dieta.

Quando ci si riferisce al cibo non sano, i principali colpevoli sono la carne e i latticini, che hanno un elevato contenuto di grassi saturi e colesterolo, e cibi trasformati ultra dolcificati.

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I sussidi all’agricoltura tassano la nostra salute

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Pubblicato da Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana il 29 febbraio 2012. ScienzaVegetariana.it

I sussidi statali vanno a incentivare la produzione dei cibi meno sani.

Questo articolo del dott. Neal Barnard, medico, è stato tratto dal sito del PCRM, l’associazione statunitense di medici per una medicina responsabile, ed e’ stato originariamente pubblicato sul St. Petersburg Times.
Pur riferendosi alla situazione statunitense, va notato che le stesse osservazioni si applicano anche al caso europeo, Italia inclusa.

I sussidi all’agricoltura tassano la nostra salute

Siamo alla conclusione del periodo delle tasse, con la spesa federale sotto esame; gli americani farebbero bene a tener presente che il Congresso continua a spendere miliardi di dollari federali in politiche alimentari che contribuiscono ad una cattiva salute.

Questo progetto mangiasoldi è peggiore di un ponte sul nulla: è un’autostrada finanziata con denaro pubblico che sta portando la nazione intera verso un triste futuro pieno di problemi medici legati alla dieta e di costi sanitari in forte aumento.

Le cifre sono sbalorditive. Nella storia recente, il governo federale ha speso circa 16 miliardi di dollari all’anno in sussidi all’agricoltura. Dei fondi che vanno alla produzione alimentare, la maggior parte sostiene quel genere di cibo non sano che l’USDA (il Dipartimento per l’Agricoltura degli USA) raccomanda di mangiare meno nell’ottica di preservare la nostra salute.

Da medico e ricercatore nel campo della nutrizione, credo che il miglior modo di risolvere questa contraddizione sia quello di eliminare i sussidi federali per l’agricoltura non sana. Il contrasto tra i consigli dietetici federali e le sovvenzioni federali è netto. Il documento del governo recentemente rilasciato in forma di linee guida dietetiche consiglia agli americani di ridurre drasticamente grassi saturi e colesterolo.

Invece i sussidi agricoli ancora continuano a favorire carni grasse, latticini e zucchero. Tra il 1997 e il 2005 i produttori di maiale su scala industriale, ad esempio, hanno beneficiato di un risparmio del 15% nei costi di produzione, poiché i fondi federali sovvenzionavano i cereali per l’alimentazione dei suini.

I sussidi diretti e indiretti ai produttori caseari sono stati di 4.8 miliardi di dollari tra il 1995 e il 2009, e sono stati raggiunti nuovi picchi nel consumo di prodotti a base di formaggio molto grasso. Questo significa che le aziende responsabili della produzione del cibo più malsano vanno avanti con l’aiuto del denaro dei contribuenti.

Nel frattempo, i cibi sani – frutta e verdura – ricevono meno dell’1% in sussidi. Questo è sconcertante, dato che le linee guida dietetiche dell’USDA raccomandano di mangiare più cibi sani di origine vegetale e meno cibi contenenti grassi saturi e colesterolo, in modo da prevenire le malattie cardiache e le altre patologie che mettono a repentaglio la vita.

Come viene stigmatizzato nelle linee guida dietetiche, “lo stile alimentare vegetariano è stato associato con migliori condizioni di salute: minori tassi di obesità, un rischio ridotto di patologie cardiovascolari, ed una mortalità complessiva più bassa.”

In USA più vegani che vegetariani 0

In USA più vegani che vegetariani

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Pubblicato da AgireOra.org il 12 febbraio 2012.

Nuovo sondaggio eseguito da VegSource, molto affidabile.

In Italia vengono eseguiti ogni tanto dei sondaggi sul numero di vegetariani e vegan, ma non sono mai affidabili, e forniscono dei risultati abbastanza casuali. Questo sondaggio, eseguito negli USA nel 2011, è invece eseguito in modo corretto, perché sono state poste le giuste domande agli intervistati.

La domanda sbagliata da fare è infatti: “Lei è vegetariano?” perché molte persone si definiscono vegetariane senza esserlo. Chi mangia pesce, o anche carne ma solo ogni tanto, a volte si definisce vegetariano, ma ovviamente non lo è. Questo sondaggio pone invece le domande giuste, e calcola così il numero reale di vegetariani, di vegan, e di persone che mangiano carne e pesce meno spesso della media, ma senza confondere queste categorie.

Ecco dunque la traduzione dell’articolo di VegSource, per gentile concessione del sito ufficiale www.VegSource.com.

Ci sono più vegan che vegetariani

I dati importanti che emergono da questo sondaggio: il 2% degli americani si dichiara vegetariano, mentre il 3% si dichiara vegano.  E ci sono più uomini vegan che donne, il che è sorprendente, rispetto all’esperienza comune.

Il Vegetarian Resource Group (VRG) nel 2011 ha chiesto in un sondaggio nazionale:

Con quale frequenza gli americani mangiano pasti vegetariani?
Quanti adulti sono vegetariani negli USA?

Con tanti gruppi che promuovono i ‘Lunedì senza carne’ o i ‘Martedì al tofu’ o altre campagne per la diminuzione del consumo di carne, per un pasto o per un giorno alla settimana, il Vegetarian Resource Group si è chiesto quanto spesso gli americani mangino pasti vegetariani. Per fare una stima, il VRG ha commissionato ad Harris Interactive un sondaggio telefonico a livello nazionale.

Il 17% degli americani ha dichiarato “non mangio carne, pesce o pollame in molti dei miei pasti (ma meno della metà delle volte)” e il 16% non mangia questi cibi più della metà dei propri pasti (ma non sempre). Così, 1/3 (33%) del paese fa pasti vegetariani un numero rilevante di volte (e questi vanno ad aggiungersi ai vegetariani)!  Naturalmente questa è una buona notizia per le aziende che producono cibi vegetariani.

Nel 2008, in un sondaggio telefonico nazionale del Vegetarian Resource Group, il 40% disse che, mangiando fuori casa, spesso ordinava piatti senza carne o pesce. Per coloro tra voi che stanno cercando di individuare la popolazione molto interessata ai cibi vegetariani, per quanto non vegetariana, sembra che sia il 30% – 40% del paese

Le ultime statistiche sulla popolazione americana in sovrappeso 0

Le ultime statistiche sulla popolazione americana in sovrappeso

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Latest Statistics on America’s Overweight Population. February 17, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Negli Stati Uniti più di due terzi degli adulti e un...

Carne conservata correlata al diabete nei nativi americani 0

Carne conservata correlata al diabete nei nativi americani

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Physicians Committee for Responsible Medicine. Processed Meat Linked to Diabetes in Native Americans. February 15, 2012. Breaking Medical News. PCRM.org – Traduzione di InformazioneAlimentare.it   Il consumo di carne trasformata aumenta il rischio di diabete...

Nutrizione vegan e studi di popolazione 0

Nutrizione vegan e studi di popolazione

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DI CARLO MARTINI
Scritto per ComeDonChisciotte.org ed InformazioneAlimentare.it

All’interno della ricerca bio-medica, una delle tipologie di indagine più rinomate è costituita dagli studi prospettici di coorte, ossia quelli che seguono per un certo periodo di tempo (idealmente alcuni decenni) determinati gruppi di popolazione che presentino caratteristiche omogenee ed un buono stato di salute all’inizio della ricerca, per poi correlarne specifiche abitudini di vita con il rischio (ossia l’incidenza effettiva o la mortalità) di svariate patologie attraverso l’analisi statistica dei dati.

Per quanto riguarda i vegetariani stretti (vegan) i primi studi di questo tipo con campioni veramente significativi sono attualmente in corso: uno in gran Bretagna, l’altro in Nord America. Riassumiamo di seguito i risultati ottenuti fin’ora.

GRAN BRETAGNA: EPIC-OXFORD

Partecipanti: 65.000 complessivi, 24.987 vegetariani, 2.162 vegan

Note: Facente parte della European Perspective Investigation Into Cancer (http://epic.iarc.fr/)

Sito ufficiale: http://www.epic-oxford.org/home/

A confronto con onnivori, pescetariani e latto-ovo-vegetariani, ed al netto di tutti gli aggiustamenti statistici del caso (età, genere sessuale, livello educativo, attività fisica, fumo, consumo di alcool etc) i vegan risultano il gruppo sociale con i più bassi livelli di:

– Sovrappeso ed obesità (Spencer, 2002)
– Costipazione (Sanjoaquin, 2004)
– Ipertensione (Appleby, 2002)
– Cataratta (Appleby, 2011)
– Diverticolite (Crowe, 2011)

Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Hypertension and blood pressure among meat eaters, fish eaters, vegetarians and vegans in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2002 Oct;5(5):645-54.
Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet, vegetarianism, and cataract risk. Am J Clin Nutr. 2011 May;93(5):1128-35. Epub 2011 Mar 23.
Crowe FL, Appleby PN, Allen NE, Key TJ. Diet and risk of diverticular disease in Oxford cohort of European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC): prospective study of British vegetarians and non-vegetarians. BMJ. 2011 Jul 19;343:d4131. doi: 10.1136/bmj.d4131.
Sanjoaquin MA, Appleby PN, Spencer EA, Key TJ. Nutrition and lifestyle in relation to bowel movement frequency: a cross-sectional study of 20630 men and women in EPIC-Oxford. Public Health Nutr. 2004 Feb;7(1):77-83.
Spencer EA, Appleby PN, Davey GK, Key TJ. Diet and body mass index in 38000 EPIC-Oxford meat-eaters, fish-eaters, vegetarians and vegans. Int J Obes Relat Metab Disord. 2003 Jun;27(6):728-34.

Malattie cardiovascolari. Ad oggi non c’è stato ancora un numero sufficiente di decessi per poter separare il gruppo dei vegan da quello più generale dei vegetariani, che comunque presentano una ridotta mortalità per malattia ischemica (Key, 2009). E’ vero che, numericamente, i dati non hanno raggiunto la significatività statistica, ma essendo ampiamente compatibili con precedenti studi prospettici sui vegetariani (Key 1999, Chang-Claude 2005), i ricercatori del progetto non hanno esitato a definirli “potenzialmente di grande importanza per la salute pubblica”.